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“La storia di ieri non è grave solo per il gesto, ma anche perché avevamo già segnalato da tempo le problematiche relative alla linea 16, unica diretta all’aeroporto”. A dichiararlo è Pietro Finocchio, segretario Cisl a Bari, riferendosi in particolare all’episodio avvenuto nella serata di ieri, in cui un turista, in seguito al tentativo di furto nei suoi confronti, è stato preso a martellate sotto gli occhi del figlio 11enne.

Sovraffollamento e percorso troppo lungo, per quella che è, di fatto, l’unica linea urbana che porta i cittadini dall’aeroporto in centro e viceversa. Tutte queste problematiche sono elencate nere su bianco all’interno di un documento che le segreterie sindacali aziendali hanno redatto e firmato nel 2019.  In particolare, già due anni fa, le segreterie segnalavano che in seguito alla modifica del percorso della linea 16 (con aggiunta delle vie del San Paolo Mazzoni, Candura e Tramonte) e, per via delle dimensioni limitate delle vetture comandate sulla linea (per via del transito da Palese-Macchie, dove le strade non permettono il passaggio di mezzi grandi), gli autisti erano costretti, una volta raggiunta la capienza massima a “non incarrozzare l’utenza presente alle fermate diretti in aeroporto”.

Per questa ragione, i sindacati, avevano già fatto richiesta dell’eliminazione del percorso aggiuntivo per il San Paolo o, in alternativa, dell’implementazione delle corse. Richiesta che però era rimasta inascoltata. “Sulla linea del 16 abbiamo un doppio problema – spiega Finocchio – su quei bus carichiamo tre o addirittura quattro diverse tipologie di utenze. Ci sono persone che vanno al Libertà al cimitero, persone che vanno al San paolo, poi carichiamo anche gli ospiti del Cara e infine chi va all’aeroporto. Già quando partiamo dalla stazione siamo stracolmi. In queste condizioni non possiamo fornire alla città un servizio ottimale, in passato avevamo proposto una deviazione” – sottolinea il segretario.

In particolare, spiega Finocchio, la richiesta era quella di proseguire fino a via Crispi e poi deviare per corso Mazzini, per imboccare via Napoli, poi la tangenziale e infine l’aeroporto. “Sarebbe stato un buon modo per scremare l’utenza a bordo ed evitando che la grossa fetta dei cittadini del San Paolo, che preferiscono il 16 perché più diretto rispetto al 53, che ci mette almeno 50 minuti. Un’altra richiesta effettuata riguarda gli utenti del Cara, avevamo chiesto che fosse ripristinata la linea diretta, per rendere meno problematico il sovraffollamento del 16, ma anche della linea 1 e 19. Tutte queste richieste sono finite nel dimenticatoio” – ha proseguito.

Adesso, a distanza di circa due anni, in seguito al brutto episodio avvenuto a bordo di una vettura della linea 16, i sindacati hanno deciso di far sentire nuovamente la propria voce stilando un nuovo documento in cui, non solo segnalano che si tratta di un problema ormai noto, ma inoltre, propongono alcune soluzioni attuabili per risolvere la situazione. Tra queste, l’eliminazione del percorso aggiuntivo in andata e ritorno, ma anche l’aggiunta di bus che coprano la fascia orare 8.30 – 20 nei giorni festivi e feriali per potenziare la frequenza di fermata e, inoltre, il potenziamento del controllo della verifica dei titolo di viaggio già dai capolinea e la programmazione degli indicatori luminosi di percorso con l’opzione “Corsa bus pieno” da utilizzare limitatamente ove ne ricorra l’esigenza.

“Il 16 è una vetrina per la città – conclude Finocchio – l’unica linea urbana che porta in aeroporto. Non è possibile non offrire un servizio ottimale né lasciare a terra le persone. Bisogna risolvere al più presto la situazione”.


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