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I quaranta profughi abbracciati dalla Puglia, l’accoglienza e la solidarietà. In questi giorni la parte più bella della regione si è attivata per soccorrere uomini, donne e bambini al meglio. Ci sono le istituzioni, la protezione civile, i medici e i volontari sono impegnati in queste ore per rendere questi momenti meno difficili. “Amir – racconta Felice Spaccavento medico della Asl – è uno dei bambini arrivati da Kabul. La stessa età di Luca, il mio bambino più piccolo. Mi ha accolto titubante.
L’ho accarezzato e gli ho detto benvenuto nella nostra terra di Puglia. Non avere paura. Suo padre da lontano mi ha sorriso. Poi sono entrato a visitare nelle altre stanze dove c’era l’odore della rabbia, della paura, del dolore, della fragilità, della dignità. All’uscita, Amir mi è venuto a salutare ridendo. La protezione civile della Regione Puglia sta facendo come sempre un lavoro encomiabile. Ringrazio l’ASL BARI di essersi presa immediatamente carico di questi nostri fratelli. Don Tonino Bello – conclude – ce lo ha insegnato: “Non farmi più passare indifferente davanti al fratello che è rimasto con un’ala soltanto, l’unica ala e non può più volare da solo”.

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