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Tranne Bari -7% e Brindisi -1%, tutte le altre provincie pugliesi hanno migliorato o pareggiato il dato dei turisti nei primi sei mesi del 2021, rispetto allo stesso periodo pre Covid del 2019. Lo rivela report dell’Osservatorio regionale di Pugliapromozione.

Nei primi sette mesi dell’anno il turismo pugliese ha registrato un nuovo incremento: +45% degli arrivi (1.327.000). Guardando però alla provincia di Bari, comprensiva anche di Polignano e Monopoli, si registra un calo nel percorso di attrattività dei viaggiatori dopo le chiusure e le limitazioni agli spostamenti per fronteggiare la pandemia.

Nel Barese soggiornava quasi un turista su tre per le vacanze pugliesi (il 29% nel 2019). Due anni dopo l’indicatore è sceso al 22% nonostante 36mila presenze in più rispetto al 2020. L’incremento maggiore da gennaio a luglio 2021 tocca a Lecce (+109mila arrivi) e Foggia (+104mila arrivi).

Questo rallentamento nel precorso di crescita di una singola zona può essere legato ad una serie di fattori. I flussi nazionali nel 2021 sono aumentati del 40% rispetto al 2020, per via soprattutto del turismo interno, dei pugliesi in Puglia. Ai quali seguono turisti da Lombardia, Campania, Emilia Romagna e Veneto. Una buona fetta degli avventori italiani sembrano aver preferito spazi aperti e natura, con un boom di prenotazioni negli agriturismi (+70%) e villaggi turistici (+69%).

Di contro i mercati stranieri stanno contribuendo alla ripresa ci sono nell’ordine Germania, Francia, Svizzera, Belgio, Paesi Bassi e Polonia. Senza raggiungere però i livelli pre Covid. Sempre più richiesta sempre la fascia più alta di alberghi di lusso (33mila arrivi e +54%). Registrano preferenze maggiori rispetto al 2020 gli itinerari eno-gastronomici, l’artigianato e gli eventi sportivi.


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