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Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “Si è spento il sole”.  Grande, rivoluzionario. Un artista che ha attraversato epoche e generazioni, tanto amato ed ammirato quanto ritenuto sbagliato ed estremamente fuori dagli schemi.  Adriano Celentano, il ragazzo della via Gluck, è oggi sinonimo del rock and roll italiano.

Il suo amore per la musica nasce fin dalla più tenera età, quando negli anni ’50 impara a suonare la chitarra e fonda la sua prima band “I Rock Boys”. Ma il successo arriva dopo. È proprio a partire dagli anni ’60 che ogni suo pezzo diventa storia, che si parla di lui ovunque, persino in parlamento a seguito della sua provocazione durante il Festival di Sanremo: esibirsi di spalle al pubblico. 

Il suo è un nuovo stile, un nuovo modo di fare musica. Antepone alle sue canzoni lunghi monologhi o silenzi. Le sue sono vere e proprie performance, nelle quali al canto, in inglese talvolta inventato, abbina movimenti e balli originali, riconoscibili che gli portano il soprannome de “Il Molleggiato”.

Numerose sono le collaborazioni con altri artisti, ma fra tutte impossibile non citare quella con Mina, la Tigre di Cremona. Un duo che fa sognare il pubblico. Un’intesa perfetta, un affiatamento naturale in ambito umano oltre che professionale, una stima profonda. Il sodalizio Mina e Adriano dà vita a incommensurabili successi della musica leggera italiana, da “Acqua e Sale”, “Brivido Felino”, fino alla più attuale “Amami, amami”.

Ma Celentano è un artista a 360 gradi e la sua carriera musicale va di pari passo con quella cinematografica. Il 1960 lo vede partecipe come comparsa nel prestigioso film di Fellini “La dolce vita”; Adriano a soli 18 anni si trova a dover semplicemente interpretare sé stesso, un giovane cantante sfacciato, disinibito, capace di animare e far scatenare il pubblico che lo ascolta. Partecipa a molteplici altre produzioni come attore ma la sua carriera cinematografica decolla solo nel 1969 con la pellicola “Serafino” di cui è il protagonista. 

Oltre che attore Adriano diventa regista. “Yuppi Du”, nel 1974 è una delle sue creazioni. Il primo musical della storia del cinema italiano, un alternarsi continuo di recitazione, canti e balli.   Ad oggi la sua carriera continua ancora tra musica, spettacolo e tv. Non ha bisogno di presentazioni, parlano per lui i suoi successi, non solo in Italia ma anche all’estero, come Francia, Unione Sovietica, Germania, Stati Uniti, Cina, Sud America, Grecia e Austria.


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