Non solo assalti ai portavalori e criminalità organizzata, ma anche una violenza giovanile che preoccupa sempre di più. Attorno a questi temi si è concentrato il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica congiunto presieduto dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, arrivato questa mattina in Prefettura per un vertice con i rappresentanti istituzionali e i vertici delle forze dell’ordine delle province di Bari, Foggia e Barletta-Andria-Trani.
Tra i punti affrontati durante l’incontro c’è stato quello legato agli organici delle forze dell’ordine. Il ministro ha parlato delle nuove unità in uscita dai corsi estivi, spiegando che “Abbiamo in uscita dai corsi di quest’estate, tra polizia e parabinieri, credo tra le 3.000 e le 4.000 unità di personale a livello nazionale”, aggiungendo che “un’attenzione particolare verrà destinata a questo territorio”, soprattutto in vista della stagione turistica. Piantedosi ha precisato che la situazione non viene considerata “deficitaria”, pur riconoscendo la necessità di rafforzare la presenza sul territorio.
Sul fronte degli investimenti, il Viminale guarda invece alla videosorveglianza. Negli ultimi tre anni e mezzo, secondo quanto riferito dal ministro, alla Puglia sono stati destinati oltre 20 milioni di euro per la sicurezza. Ora l’obiettivo è un nuovo accordo con la Regione Puglia attraverso i fondi di coesione. “Proporrò alla Regione Puglia di sottoscrivere un accordo con i fondi di coesione, dove noi metteremo 6,5 milioni di euro per implementare la rete della videosorveglianza”, ha detto Piantedosi. Il riferimento è a sistemi dotati anche di lettura targhe e strumenti per l’analisi di dati antropometrici.
Durante il vertice si è parlato anche degli assalti ai portavalori e ai bancomat, episodi che continuano a interessare diverse aree del territorio. Il ministro ha spiegato che questi reati sono stati elevati alla competenza distrettuale “per poter investire le strutture distrettuali e avere una capacità di sinergie investigative molto più performanti”. L’obiettivo indicato è quello di contrastare il fenomeno in modo strutturato.
Piantedosi si è soffermato infine sulle trasformazioni della criminalità organizzata, definendo le mafie realtà capaci di adattarsi e superare i confini territoriali. “Le mafie hanno una matrice territoriale, ma una inevitabile proiezione. C’è una transnazionalità e una distribuzione territoriale che va oltre i confini”, ha dichiarato il ministro, confermando inoltre i contatti tra criminalità locale e ’ndrangheta e sottolineando il ruolo del narcotraffico nella “coesistenza” tra diverse organizzazioni criminali.