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Bari, Rosy Bindi lancia l’allarme dal Policlinico: “Con le assicurazioni cambia la sanità pubblica”

L’ex ministro della salute ospite per i trent’anni dell’azienda ospedaliero-universitaria

Pubblicato da: redazione | Ven, 15 Maggio 2026 - 14:54
L'onorevole Rosy Bindi

Trent’anni dopo la nascita dell’azienda ospedaliero-universitaria autonoma, il Policlinico ha scelto di trasformare l’anniversario in un momento di riflessione sul presente e sul futuro della sanità pubblica. Al centro dell’incontro “Generazione Policlinico: trent’anni di azienda ospedaliero universitaria” c’è stato il tema delle difficoltà che attraversano oggi il sistema sanitario nazionale e del rischio di un progressivo spostamento verso modelli misti.

A soffermarsi su questo aspetto è stata Rosy Bindi, intervenuta durante l’evento con una lectio magistralis dedicata al valore della sanità pubblica come infrastruttura sociale e democratica. “So bene che questo nostro sistema è oggi in affanno, in grande difficoltà e che non c’è una grande volontà da risolvere i problemi. Anzi forse i problemi si lasciano stare, non si affrontano perché magari si vuole cambiare sistema, si vuole passare quantomeno a un sistema misto-assicurativo”, ha detto.

Nel suo intervento, Bindi ha espresso anche dubbi rispetto all’apertura del sistema sanitario “verso il privato”. “Quando ci sono in competizione più erogatori, poi il risultato rischia di essere, come purtroppo sta avvenendo, una competizione tra finanziatori. Ma se si affacciano le assicurazioni entra in gioco un altro principio, che è quello della selezione delle malattie e dei malati”.

L’ex ministro ha poi ripercorso alcuni dei passaggi della riforma del 1999 che porta il suo nome, richiamando i principi del Sistema sanitario nazionale nato nel 1978. “Credo – ha dichiarato l’onorevole Bindi – che la scelta fatta nel 1978 sia stata coerente con la Costituzione che, con l’articolo 32, definisce la salute un diritto fondamentale dell’individuo. Se la salute è un diritto, i sistemi sanitari non possono discriminare, devono necessariamente essere universalistici e garantire a tutti, senza nessuna distinzione, ciò che è necessario per mantenere la salute”.

Durante l’incontro è stato ricordato anche il passaggio del primo maggio 1996, quando il Policlinico di Bari diventò azienda ospedaliera universitaria autonoma. Un momento definito importante anche dal direttore generale Antonio Sanguedolce, che ha parlato di una fase segnata dall’introduzione “di una cultura della responsabilità organizzativa, della programmazione e dell’integrazione tra assistenza, ricerca e formazione”.

“Oggi, a trent’anni da quella trasformazione – ha concluso – sappiamo però che efficienza e sostenibilità devono restare strettamente legate alla qualità delle cure, agli esiti clinici e alla capacità di garantire realmente un diritto alla salute universale”.

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