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“La pandemia ha fatto esplodere tante criticità: non dobbiamo perdere di vista le cose importanti, il lavoro va messo al centro. Il vero problema dei lavoratori non è solo il Green pass.”.  E’ quanto ha dichiarato a Borderline24 Antonio Miccoli, segretario generale Filcams Cgil di Bari, fortemente preoccupato per alcuni settori in particolare.

Dall’emergenza sicurezza sul lavoro alle differenze emerse nel corso dei diversi lockdown in cui, ad avere maggiori disagi sono state soprattutto le donne, ma non solo. A preoccupare il segretario è soprattutto l’assenza di ammortizzatori sociali in alcuni settori, tra cui commercio e turismo e, inoltre, il blocco dei licenziamenti in scadenza al 31 ottobre.

“Non vogliamo lasciare indietro nessuno – ha spiegato Miccoli – abbiamo richiesto l’estensione del blocco dei licenziamenti e stiamo lavorando per far riformare gli ammortizzatori sociali. La pandemia ha avuto il merito, se così si può dire, di far esplodere tante criticità del sistema, abbiamo verificato quanto è precario il lavoro nella nostra regione e nel nostro paese. Ci sono tante situazioni latenti, in alcuni settori sono amplificate. Nel commercio e nel turismo per esempio, non abbiamo ammortizzatori sociali che riescano a proteggere i lavoratori, tra questi tante donne che hanno sofferto più degli altri vivendo situazioni estremamente complicate durante l’emergenza” – ha sottolineato ricordando i periodi di lockdown in cui le donne soprattutto si dividevano tra lavoro e gestione famiglia.

Il trend, spiega Miccoli, è uguale in tutto il paese, in molte province però c’è “una vocazione differente” a seconda dei settori. Turismo e commercio, per esempio, vivono oggi un’emergenza maggiore in Puglia e nel Barese, poiché “preziosi per i territori in questione”. A preoccupare, l’assenza di ammortizzatori sociali, ma anche la scia dell’emergenza sanitaria che ha travolto il comparto lasciando a casa moltissimi lavoratori, chi per alcuni periodi, chi ancora oggi. In Puglia, ricordiamo, sono moltissime le imprese che hanno chiuso la saracinesca per sempre. Solo a nel capoluogo pugliese sono 3.407 le imprese chiuse.

“Sembra siano passati più anni dei due trascorsi, siamo ancora in emergenza, ma parlando di altri temi si rischia di dimenticare questioni fondamentali che riguardano il lavoro in Puglia e non solo. In tanti vanno avanti come se l’emergenza fosse finita” – ha sottolineato ancora Miccoli rivolgendo poi l’attenzione al discorso Green pass. “Qui non abbiamo una percezione pesante in merito a questo aspetto – ha proseguito – saremo vigili affinché le norme siano rispettate senza passare dall’abuso. Alcune aziende richiedevano la copia in anticipo, ecco queste situazioni dovranno essere vigilate. Il Green pass non può essere elemento di discriminazione,  ma c’è una norma e va applicata”  – ha specificato sottolineando che i problemi principali potrebbero riguardare soprattutto le piccole imprese, ma “non è sentita nelle grandi aziende”

“Noi come Cgil, Cisl e Uil, abbiamo fatto tavoli con il governo per richiedere il vaccino ai lavoratori – ha ricordato – non tutti forse hanno memoria di quello che abbiamo vissuto, la percezione cambia anche a seconda dei settori. Il tampone, comunque, non può essere a carico del lavoratore. Alcune aziende sappiamo si sono già attivate in questo senso, noi vigileremo per far applicare la norma nel modo corretto. Voglio essere fiducioso, stiamo uscendo da questa pandemia, il merito è anche del vaccino, ora dobbiamo tornare a parlare dei temi importanti che riguardano il lavoro, come la sicurezza, altrimenti si rischia di dimenticarsene” – ha concluso.

Foto repertorio


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