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Tra insidie stradali, multe o provvedimenti di edilizia o di chiusure dei locali, impugnati dai cittadini, ieri la giunta comunale ha dovuto approvare decine di atti di costituzione in giudizio del Comune di Bari, con relativi affidamenti di incarichi ai legali.

Buona parte di questi riguardava le “insidie stradali”. Come quella denunciata con una citazione del 17 marzo 2020 da parte di una donna che ha presentato ricorso in Tribunale contro il Comune chiedendo risarcimento danni per “infortunio causato da insidia stradale avvenuto su pubblica via”. Ed ancora atto di citazione del 24 giugno 2020 sempre davanti al Tribunale di Bari per accertare  la responsabilità civile del Comune nella “causazione dei danni a sé occorsi, con conseguente condanna al risarcimento dei danni (quantificati in complessivi € 7.243,36) e vittoria per spese di lite”, si legge nell’atto di giunta. “Nello specifico – prosegue l’atto –  la parte attrice lamentava di aver subito danni procurati da infortunio causato da una anomalia del manto stradale, posta su pubblica via, asserendo quindi la responsabilità dell’Ente quale soggetto proprietario del luogo in cui era avvenuto l’evento dannoso”.

Tra le citazioni c’è poi una del 23 dicembre  2020 che però fa riferimento ad un incidente del 2015. Qui una donna ha citato in giudizio il Comune in persona del sindaco pro tempore, oltre al MIUR, Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia e ad un circolo didattico di Bari chiedendo la condanna al pagamento, in solido, della somma di €.9.713,16, “a titolo di risarcimento di tutti i danni fisici che avrebbe subito a seguito del sinistro/infortunio, che sarebbe occorso il 28 aprile 2015 alle ore 08,20 circa in Bari, all’interno dell’edificio scolastico provocato, a suo dire, da una caduta sui gradini scivolosi”, si legge nell’atto.


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