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Il DDL Zan si ferma al Senato. Ieri pomeriggio 154 senatori hanno votato a favore della “tagliola”, cioè quella procedura parlamentare che prevede che non si passi all’esame degli articoli di un disegno di legge, bloccandone nei fatti la discussione. A richiederla sono stati Lega e Fratelli d’Italia. I voti contrari sono stati 131, mentre 2 gli astenuti. La votazione è avvenuta a scrutinio segreto.

“L’Italia sarebbe potuto essere un Paese migliore – ha commentato ieri sera su Facebook il sindaco di Bari, Antonio Decaro -. Senza nulla togliere a nessuno ma garantendo più diritti a chi oggi non ne ha. Invece il Senato ha detto no al DDL Zan contro l’omofobia. E tutti noi, dico tutti, abbiamo perso un’occasione per essere migliori. Non ho più parole da dire perché non credo ce ne siano di adatte”, ha concluso il presidente dell’Anci, l’Associazione nazionale comuni italiani.

Anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ha commentato il voto del Senato con un post sul social network, accompagnandolo con una foto che lo ritrae insieme al deputato Alessandro Zan, promotore del disegno di legge: “Caro Alessandro non dobbiamo farci fermare dal voto segreto e dai vigliacchi che ci hanno tradito”, scrive il governatore, che continua: “Andiamo avanti e riproviamoci. Alla fine ce la faremo”.
Il DDL Zan, così come era stato approvato dalla Camera, prevedeva l’inasprimento delle pene contro i crimini e le discriminazioni contro omosessuali, transessuali, donne e disabili. Adesso, dopo la bocciatura di ieri, si dovrà ripartire da zero presentando una nuova proposta.


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