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Dopo i recenti casi segnalati di molestie, le universitarie di Bari attraverso il post di Link Medicina, chiedono l’approvazione tempestiva del codice antimolestia, l’apertura immediata dello sportello CAV, e una presa di posizione netta contro questa piaga.

“Dieci giorni fa abbiamo avviato la richiesta per l’apertura di uno sportello antiviolenza, speravamo in cuor nostro che non avremmo letto queste notizie”, scrive Link Medicina Bari.

“Parte dalle battute sulla scollatura di quella studente a lezione, il sedere di un’altra che si piega per raccogliere una penna durante un esame, i commenti sessisti beceri quando pensano di non essere ascoltati (e facciamo riferimento ad episodi da parte di docenti che abbiamo visto e vissuto direttamente!), alle nostre colleghe in lacrime perché il professore, a porte chiuse nel suo ufficio, ha allungato le mani, alle insistenze ed aggressioni vere e proprie di cui abbiamo avuto notizia negli scorsi anni”.

“E poi c’è il silenzio complice dei loro pari, e la minimizzazione dei nostri pari. Per rispondere alla violenza di un sistema violento con noi, le donne si sono imposte un carico di insensibilità, di negazione: noi non lo vogliamo più avere. Siamo stanche di tutto questo. Siamo stanche di sentirci a disagio, predate, nel posto che ci dovrebbe incoraggiare e veder crescere. Siamo stanche della complicità di chi dovrebbe prendere le nostre difese e invece rimane in silenzio, nel tentativo di compiacere qualche barone”.

“Al prossimo episodio vergognoso in un contesto didattico, ci alzeremo, ma non più per andarcene piene di vergogna: sarà per dire che quello è il nostro posto, e non il posto di chi vuole solo umiliarci”.


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