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“Una sconfitta che posiziona il Paese agli antipodi del diritto alla salute”. Così il presidente dell’Ordine degli Psicologi di Puglia Vincenzo Gesualdo in merito alla bocciatura dell’emendamento alla legge di bilancio per istituire un fondo per agevolare l’accesso ai servizi psicologici.

“C’è molta amarezza. Noi riteniamo che l’accesso alle terapie psicologiche debba essere garantito a tutti. È un servizio previsto dai Livelli Essenziali di Assistenza, le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire uniformemente in tutte le Regioni. Questo dimostra ancora una volta che la salute psicologica dei cittadini, provati da un lungo periodo di emergenza sanitaria, è messa in secondo piano. Minimizzare gli effetti e i danni prodotti dalla pandemia sulla psiche umana è un errore che potrà solo peggiorare la situazione”.

Il Servizio sanitario nazionale, con i suoi psicologi, non riesce ad assicurare percorsi a tutti coloro i quali necessitano di cure o di ascolto e non possono permettersele. L’approvazione dell’emendamento avrebbe garantito un primo salto di qualità all’assistenza sanitaria nazionale e avrebbe dato una prima risposta concreta a chi vive disagi psicologici o ha subìto ripercussioni riconducibili alla pandemia.

Le psicopatologie sono aumentate esponenzialmente durante gli anni di pandemia, colpendo sempre più una grande fetta della popolazione, soprattutto quella giovanile. Secondo gli ultimi dati Unicef, a livello globale, più di un adolescente su 7 tra i 10 e i 19 anni convive con un disturbo mentale diagnosticato.

“È fondamentale, a questo punto, conoscere e capire le motivazioni che hanno spinto il governo a fare un passo che sembra andare nella direzione opposta alle sue politiche in materia di salute” continua Gesualdo.

Di contro alla bocciatura, a livello nazionale, di un fondo da 50 milioni di euro per istituire il bonus psicologico, la Regione Lazio e il Municipio 9 del comune di Milano hanno destinato fondi specifici per l’accesso alle cure per la salute psicologica e la prevenzione del disagio psichico rivolto in primo luogo ai giovani e alle fasce più fragili della popolazione.

“Sono esempi di attenzione da emulare che dimostrano che anche le regioni possono fare la propria parte. In Puglia ci sono norme regionali che pure offrirebbero opportunità ma che non si sono mai concretizzate. Noi siamo fermi sulle carte” dichiara Gesualdo.

L’emergenza pandemica ha comportato inevitabilmente un peggioramento della qualità della vita, soprattutto delle fasce più giovani. Gesualdo conclude il suo appello con una preghiera alle istituzioni: “I cittadini rivendicano dignità e lo fanno chiedendo risposte concrete cominciando dai più fragili, per garantire l’assistenza di cui hanno bisogno”.


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