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La terza edizione del Censimento permanente Istat, che consente di confrontare la popolazione italiana tra il 2019 e i dati raccolti fino al 31 dicembre 2020, conferma il trend demografico in costante calo: -0,7% in un anno e -405.275 individui nel Bel paese.

La recessione è legata al nuovo record minimo delle nascite (405 mila) e l’elevato numero di decessi (740 mila), nel pieno della pandemia. La Puglia segue l’andamento nazionale: sino alla fine del 2020 si registrano 3.933.777 abitanti, in un anno -19.528 persone attestandosi a -0,49%. Quindi due punti percentuali meglio della media italiana (-0,7%) indirettamente per l’afflusso di cittadini stranieri.

Infatti la Puglia è l’unica regione del Sud in cui la popolazione straniera aumenta, seppur di poco, mentre dalla Campania alla Sicilia scende anche il numero di persone di altra nazionalità. Gli stranieri “pugliesi” sono 134.440, e tra il 2019 e il 2020 sono saliti di appena 750 unità. Cifre in controtendenza, come mostra la tabella Istat in basso, ad esempio la popolazione straniera in Calabria è calata -10.399 in appena un anno.

Infine la rilevazione sulla “cultura”. Nei comuni che, al 31 dicembre 2020, contano più di 250 mila residenti (Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Catania, Verona e Venezia) l’incidenza dei laureati è sistematicamente maggiore del dato nazionale (14,5%) con picchi oltre il 28% a Bologna e Milano. Il capoluogo pugliese è a metà graduatoria e fa meglio di due capitali del Meridione, Napoli e Palermo (immagine in basso). Fonte Istat QUI IL LINK


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