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Il presidente della Camera Roberto Fico avrebbe proposto, a quanto apprende l’ANSA da fonti parlamentari, il parcheggio di via della Missione come seggio elettorale, in modalità drive in, per i grandi elettori positivi o in quarantena per le elezione del nuovo Presidente della Repubblica. Servirà comunque, eventualmente, prima un intervento normativo per far arrivare i positivi al seggio.

Il presidente della Camera annuncia anche ai capigruppo di Montecitorio che chiederà al governo di fare un passo normativo per consentire di allestire un seggio drive in a Via della Missione per grandi elettori positivi o in quarantena. Lo si apprende da uno dei partecipanti alla riunione in corso. La capogruppo di Iv Maria Elena Boschi ha invitato il governo ad agire rapidamente.

Al termine della riunione è stato spiegato ai cronisti che “ferma restando la necessità di una norma del governo per lo spostamento dei positivi, che è stata chiesta al ministro dei Rapporti con il Parlamento, sono state determinate le modalità per votare nel parcheggio di Via della Missione”. Questa scelta logistica, viene chiarito, assicura la segretezza, la contestualità e la sicurezza del voto come in Aula, ed è coerente con le disposizioni costituzionali a presidio della libertà del parlamentare, legate nello specifico alla immunità della sede. Nel seggio opererebbero due deputati segretari assistiti da funzionari di Montecitorio. Dunque, prosegue l’interlocuzione con il governo, mentre per la definizione pratica si lavorerà con il collegio dei Questori.

Intanto il leader della Lega Matteo Salvini, facendo un punto stampa con i giornalisti sotto il Senato, ha detto che  “sul Quirinale procedono gli incontri con tutte le parti in causa e il centrodestra ragionerà e voterà compatto, sarà determinato e determinante e il ruolo di Berlusconi è e sarà fondamentale. Sono fiducioso”.

Il segretario del Pd Enrico Letta ha convocato i grandi elettori Dem domenica 23 gennaio alle 17 nella saletta dei gruppi parlamentari alla Camera, alla vigilia della prima votazione per il Quirinale. Poi, intervistato a Radio Immagina, dichiara:”di fronte all’assalto al Colle del centrodestra abbiamo dovuto trovare un equilibrio fra respingere l’assalto e tenere un canale di comunicazione, per un nome condiviso e non di parte, quindi non un nome di centrodestra. Dobbiamo trovare un accordo, su un nome super partes”.


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