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Soundtrack da ascoltare durante la lettura: “A far l’amore comincia tu” . “Non una donna ma uno stile di vita”. Così il regista Pedro Almodovar descrive Raffaella Carrà. Una diva senza tempo che dal canto suo non si è mai sentita tale; una vera icona non solo della musica ma anche della Tv e della moda.

Prima showgirl del piccolo schermo in bianco e nero, la Carrà riesce a guadagnarsi con il tempo il titolo di “reginetta della tv italiana”. È esagerata ma allo stesso tempo composta, educata. Canta e balla tra paillette, spalline, tute aderenti con l’immancabile caschetto biondo platino.

Il look audace di Raffaella Carrà

È negli anni ’70, quando appare in TV nel programma “Canzonissima” con un look nude con l’ombelico da fuori che, a chi grida allo scandalo, lei risponde invocando la bellezza di poter essere sé stessi, liberi, senza costrizioni o sovrastrutture.

Ma non è solo la vista dell’ombelico ad essere audace per quell’Italia legata ancora a troppi tabù.

Poco dopo il balletto della canzone “Tuca tuca” viene censurato dalla Rai perché esageratamente allusivo, sexy, non adatto al pubblico del sabato sera. Indecoroso. Una canzone ammiccante e una donna con movenze sensuali sembrano non poter rientrare nella tv italiana fino all’intervento del grande Alberto Sordi che, con ironia, decide di riportarlo in tv e di esibirsi personalmente con Raffaella. Il risultato? Un successo strepitoso!

Emancipazione e femminismo

Energica, vitale. Raffaella riesce ad entrare nel cuore degli Italiani, arriva al pubblico come una boccata di aria fresca, esempio ne è “Rumore”, uno dei suoi più grandi successi. “Rumore” è la storia di una donna che decide di lasciare il suo compagno ma una sera, da sola, in casa, sente un rumore che non la fa sentire sicura e vorrebbe poter tornare indietro. Un brano sostanzialmente controtendenza con quella che è la corrente femminista del momento, che vede però l’immedesimazione di numerose donne con voglia di emancipazione ma allo stesso tempo ancora legate ai dogmi di una società tradizionale. Rumore, ad oggi, è ritenuto un chiaro precursore della Disco Music.

Raffaella e il successo di “A far l’amore comincia tu”

Nel 1976 “A far l’amore comincia tu” vende oltre 20 milioni di copie, diventa brano cult non solo in Italia ma nel mondo. Un brano disinibito: una donna che chiede al proprio uomo di prendere l’iniziativa per avere un rapporto con lei. Un ritmo festoso, coinvolgente, sensuale. Nel 2011 il Dj Bob Sinclair con “Far l’amore”, da nostalgico della Disco Music, decide di riportare in auge questo evergreen remixandolo in chiave House. Il pezzo spopola rapidamente, è cantato e ballato da grandi e bambini, da Drag Queen e ragazzi mascherati ed è fonte di ispirazione per la scena di Sorrentino ne “La grande Bellezza”. Sì, perché viene scelto nel 2013 dal regista per il suo film, successivamente premiato agli Oscar, come colonna sonora della scena iniziale ritraente un party notturno.

Raffaella è amata e acclamata indistintamente dal suo pubblico. Gode di un’ammirazione senza luogo ne tempo. Nel 2017 ottiene il riconoscimento mondiale come “Icona Gay” al World Pride di Madrid. Il perché è facile intuirlo. Nelle sue canzoni combatte ogni forma di discriminazione e stereotipo. La Carrà è simbolo di libertà, amore; “Il mondo non è fatto di gay e di etero, ma di creature”, con queste parole si schiera chiaramente a favore del mondo Lgbt e lo fa con il suo solito sorriso, con leggerezza, in modo spregiudicato.

Una carriera memorabile. Una donna senza dubbio indimenticabile, che ha avuto il coraggio di sfidare un’Italia perbenista a colpi di canzoni e balli festosi.

E forse è proprio per questo che la sua musica continua e continuerà a risuonare nelle nostre menti, alle nostre feste e nei nostri cortei.


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