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Seppur con un mese di ritardo rispetto agli annunci, il Comune di Bari si prepara all’attivazione di 15 fototrappole per incastrare i furbetti dei rifiuti. Dal lancio del sacchetto alle discariche abusive, sarà l’Amiu, al costo di 50mila euro l’anno, a dover garantire la gestione dei sistemi di videosorveglianza sul territorio cittadino.

“A breve saranno operative – spiega l’assessore all’Ambiente Pietro Petruzzelli –. Stiamo aspettando che risolvano ultimi aspetti amministrativi. Noi siamo pronti con l’elenco delle postazioni anche sulla base delle segnalazioni che ci sono giunte dai municipi e dai cittadini”, conclude Petruzzelli.

Sono quindi le indicazioni dei residenti a delineare una “mappa dei rifiuti”. Ecco alcune delle zone più interessate dall’escalation: la zona Marconi San Girolamo, in Stradella Cipparoli dove lasciano rifiuti e gli incendiano sempre più di frequente – come segnala l’associazione IX Maggio. Più a nord c’è il caso San Pio, in particolare in strada del Feudo. Poi a Palese su Lepore II Tratto, angolo via Gabriele D’Annunzio, area tristemente nota per lo smaltimento anche di materiale edilizio.

Dal quartiere Japigia, strada Rafaschieri, passando per Triggiano e Valenzano. Segnalazioni anche dal parco di Lama Balice e strada del Deserto al rione Stanic. Ma quasi nessun quartiere della città è esentato fino alla complanare ovest. Tanti cumuli, in cui ci si può imbattere anche in sostanze altamente tossiche. Queste cataste, poi in alcuni casi vengono date alle fiamme inquinando l’aria.

PRIVACY – Grazie alla tecnologia sarà quindi possibile dare un volto agli incivili. Tutti i video o la sequenza fotografica degli illeciti saranno memorizzati all’interno di un cloud, al fine di consentirne l’accesso al solo personale individuato dalla polizia locale.


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