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Da diversi giorni una misteriosa epatite sta colpendo bambini di vari paesi europei. L’Oms, in particolare, venerdì scorso ha annunciato di aver aperto un’indagine su dozzine di casi di epatite grave di origine sconosciuta verificatisi soprattutto nel Regno Unito e in Spagna.

Nel frattempo però, secondo quanto affermato dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) sono comparsi nuovi casi in Danimarca, Paesi Bassi e Spagna. Ma non solo, anche nello stato dell’Alabama (negli Stati Uniti), sono stati segnalati nove casi in bambini di età compresa tra 1 e 6 anni. Questi sono tutti risultati positivi all’adenovirus. Casi anche in Italia.

L’ultimo si sarebbe verificato nelle scorse ore a Prato. A confermare la circostanza, dopo che il sito Notizie di Prato aveva diffuso la notizia, è l’Asl Toscana Centro. Il paziente ha tre anni ed è stato portato in ospedale nel pomeriggio di giovedì, ed è ora ricoverato all’ospedale Bambino Gesu’ di Roma. Non sarebbe esclusa la possibilità di ricorrere ad un intervento di trapianto di fegato.

Sarebbero già 7 le segnalazioni da varie parti d’Italia di epatiti “di natura da definire” fra bambini che causano forme acute, come già registrato in altri Paesi europei. I casi segnalati, compreso quello del piccolo di 3 anni ricoverato all’Ospedale Bambino Gesù, sono tutti da confermare e sono in corso le analisi. Ogni anno, spiegano fonti sanitarie, ci sono casi di epatiti la cui origine non è nota ma è la frequenza di queste segnalazioni che ha fatto scattare l’allerta. Il ministero della Salute ha inviato informative alle Regioni dal 14 aprile.

 L’epatite colpisce principalmente i bambini di età inferiore ai dieci anni e si manifesta con sintomi quali ittero, diarrea, vomito e dolore addominale. Dal momento che i soliti virus dell’epatite (da A a E) non sono stati rilevati nei bambini affetti, le autorità sanitarie britanniche hanno indicato che stanno indagando sull’ipotesi dell’adenovirus, nonché su altre possibili cause, come il Covid-19 e altre infezioni o malattie. Il coronavirus e l’adenovirus sono stati diagnosticati in diversi bambini contagiati, ma il loro ruolo nello sviluppo della malattia “non è ancora chiaro”, ha precisato l’Oms. Ulteriori dettagli saranno forniti non appena, in seguito alle indagini, saranno chiare le cause per le quali, diversi bambini, sono stati colpiti dal virus.


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