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“Oggi ho compreso cosa vuol dire davvero avere paura per essere una donna”. Comincia così il racconto di una ragazza barese riguardo a quanto avvenuto venerdì sera al molo San Nicola.

“Un normale venerdì sera, dovrebbe essere un giorno come tutti gli altri, una fresca serata in centro a Bari. Mi trovo al parcheggio del molo San Nicola, per caso una coppia di gentili signori ci avvisa che stavano andando via e ci avrebbero potuto cedere il posto auto, così aspettiamo che la macchina esca per poter parcheggiare”.

Ad un certo punto si avvicina all’auto un uomo.
“Si avvicina lui, credo uno dei tanti parcheggiatori abusivi, diversamente dagli altri che ho sempre incontrato aveva uno sguardo strano, si mette davanti alla mia macchina e sorride – continua il racconto- *Gli chiedo gentilmente di spostarsi perché avrei dovuto parcheggiare, e lui continua a ridere. Abbasso il finestrino e gli ripeto “Per favore devo parcheggiare è tardi”, lui si avvicina e mette una mano sul finestrino, avvicina la sua faccia al finestrino e ride”.

“Io chiudo il finestrino, non capivo cosa volesse, gli dico che se si fosse allontanato gli avrei dato i soldi che voleva. Lui cerca di aprire lo sportello, insiste. Per fortuna avevo la sicura.Gli chiedo di allontanarsi, lui mi dice no, e mi fa un dito medio. Si sta accanto al mio sportello per 15 min, con il volto attaccato al mio finestrino. così decido di chiamare i carabinieri, visto che non sarei potuta uscire dalla macchina”.

La ragazza chiama i carabinieri e nel frattempo l’uomo comincia a leccare il finestrino. “Si mette le dita in bocca e mi disegna cose sconce sul finestrino con la sua saliva, continuando a ridere”.

La ragazza resta in attesa al telefono e rimane in auto per 35 minuti. “Ho aspettato 35 min nella macchina, sperando che lui si allontanasse, cercando di non incrociare il suo sguardo che era lì al mio finestrino, con un sorriso che incuteva realmente paura. Non voglio più avere paura per essere una donna, basta omertà, basta silenzi”. (Foto repertorio)


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