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A Bari si registra un + 1354 euro di spesa media nel mese di luglio. Lo rivela l’indagine dell’Unione dei consumatori sulla base dei dati Istat. Dati che confermano una nuova accelerazione della crescita dei prezzi del cosiddetto “carrello della spesa”, che si porta a +9,1%, registrando un aumento che non si osservava da settembre 1984.

Ma quali sono le città più care? In testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care si posiziona Bolzano, dove l’inflazione annua, pari a +10% (la più alta d’Italia) si traduce nella maggior spesa aggiuntiva annua equivalente, in media, a 2658 euro. Al secondo posto Trento, dove il rialzo dei prezzi del 9,5% determina un incremento di spesa pari a 2486 euro per una famiglia media. In terza posizione Milano, dove il +8,1% genera una spesa supplementare pari a 2199 euro annui per una famiglia tipo. Segue Bologna (+8,6%, +2145 euro), poi Brescia (+8,1%, 2136 euro), in sesta posizione Ravenna (+8,8%, +2127 euro), poi Verona (+9,1%, 2118 euro), Padova (+8,7%, +2025 euro) e Firenze (+8,6%, +2006 euro). Chiude la top ten Perugia, +8,6%, pari a 1976 euro. La città più virtuosa è Campobasso, con un’inflazione del 6,9% e una spesa aggiuntiva per una famiglia tipo pari a “solo” 1263 euro. Segue Catanzaro (+7,1%, +1326 euro) e Bari (+7,8%, +1354 euro).

Per quanto riguarda le regioni, in testa alla classifica delle regioni più “costose”, con un’inflazione annua a +9,7%, il Trentino che registra a famiglia un aggravio medio pari a 2521 euro su base annua. Segue la Lombardia, dove la crescita dei prezzi del 7,7% implica un’impennata del costo della vita pari a 2001 euro, terzo il Veneto, +8,5%, con un rincaro annuo di 1946 euro. La regione più risparmiosa è il Molise, +6,9%, pari a 1263 euro, seguita da Puglia (+7,9%, +1279 euro) e Marche (+7,3%, +1423 euro).


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