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Torna a Bari dopo ventidue anni, Sigismondo Strisciuglio, per tutti Gino, grazie a un provvedimento di esecuzione della pena, firmato dalla sostituta procuratrice generale Patrizia Rautis. L’ultima sentenza per il boss Strisciuglio, fratello di Mimmo “La luna”, è arrivata un anno e mezzo fa, al termine del processo Agorà: 14 anni gli erano stati inflitti per essere stato a capo di un’associazione a delinquere dedita alle estorsioni e al traffico di droga. Strisciuglio torna a Carbonara, il quartiere che gli era stato affidato da suo fratello Mimmo e che era diventato un nuovo feudo del clan. Ventidue anni fa, il giovane Strisciuglio lasciava un clan compatto. Da allora tante cose sono cambiate.

“Il clan Strisciuglio è oggi – spiega Mortellaro – una federazione, all’interno della quale ci sono guerre per la spartizione dei territori, spinte contrastanti che spiegano – ad esempio – il duro braccio di ferro con esponenti della criminalità del quartiere San Paolo. Ci sono gruppi che, in sostanza, sono diventati autonomi e che cercano con la forza di allargare i propri argini di potere. Questa scarcerazione – spiega ancora – è importante. Innanzitutto perché Gino Strisciuglio è sempre stato considerato un boss, un elemento di spicco della malavita barese. Poi c’è un altro elemento che deve essere considerato: tutti i boss sono alla sbarra”. In sostanza secondo il criminologo, il boss di Carbonara dovrà rimettere ordine in un gruppo che,  in assenza delle vecchie guardie, ha preso strade diverse e continua a compiere atti di forza non sempre in linea con i vecchi equilibri del clan di appartenenza. Un compito quello di Strisciuglio non proprio semplice in un momento in cui la corda è tesa in tutti i clan decapitati dalle operazioni di polizia.

Solo a  metà agosto era tornato in città anche Lello Capriati, fratello del capo Filippo, dopo aver scontato una lunga detenzione per l’omicidio di Michele Fazio. All’inizio del prossimo anno è prevista anche la liberazione di Savinuccio Parisi, lo storico boss di Japigia. Gli occhi delle forze di polizia sono quindi puntati sulle eventuali ripercussioni che queste scarcerazioni potranno avere sulle dinamiche mafiose della città.


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