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“La stabilizzazione per 14.630 precari pugliesi (12.250 docenti e 2.380 ATA) comporta una differenza di spesa di 9.235.378 euro all’anno, 715 euro per ogni precario, e permetterebbe una stabilità ad intere comunità scolastiche senza necessità di apporre vincoli di legge sulla mobilità. Un vantaggio sociale indescrivibile”. Lo dichiara Gianni Verga, segretario generale della UIL Scuola Puglia, sulla base dei dati di uno studio effettuato dalla categoria nazionale.

Dall’analisi dei livelli stipendiali tra personale precario e personale a tempo indeterminato, infatti, secondo un confronto tabellare basato su dati Ministero Istruzione, Ministero Finanze, INPS e CCNL in vigore, la trasformazione dei posti dall’organico di fatto (compresi i posti in deroga sul sostegno e quelli ATA) in posti in organico di diritto e degli attuali contratti precari del personale della scuola in immissioni in ruolo, avrebbe un’incidenza “minima” per la spesa dello Stato e riflessi esponenziali sulla qualità e sulla continuità didattica.

“Per intenderci – continua Verga – l’intero impegno di spesa sarebbe riconducibile a un importo di gran lunga inferiore (4 volte in meno) a quello di 40 milioni di euro stanziato, in ciascun anno, per i progetti regionali “diritti a scuola” nei decorsi anni scolastici. È necessario e improrogabile che le forze politiche pugliesi facciano comprendere alla nuova compagine governativa che la stabilizzazione rappresenta l’unico strumento in grado di far funzionare veramente il sistema scuola e di favorire il rilancio dell’economia”.


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