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Bari, dall’assenza di servizi alle baby gang: “Catino? Quartiere fantasma. Siamo abbandonati”

Pubblicato da: Francesca Emilio | Dom, 26 Febbraio 2023 - 09:30
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bari.aci.it"

“Questo quartiere è diventato uno spettro, non c’è più nulla. Siamo completamente abbandonati a noi stessi, con la chiusura del supermercato storico poi, non abbiamo più neanche una scusa per fare una passeggiata. È un luogo fantasma”. A raccontarlo a Borderline24 sono alcune residenti del luogo che, dopo la chiusura del supermercato storico di Catino, il Dok, sono fortemente preoccupate per il futuro della zona sulla quale, sottolineano “ci sono pochi progetti, ma tutti lontani da quello di cui realmente abbiamo bisogno”.

Dalla costante sensazione di isolamento, all’assenza di servizi, sino alla presenza di baby gang che spaventano i residenti, soprattutto i più anziani, ma non solo. Anche uno spopolamento graduale che vede, ad oggi, il quartiere, popolato maggiormente da anziani, a prova di ciò la diminuzione delle classi all’interno delle scuole elementari e medie presenti sul territorio. Sono solo alcune delle problematiche sottolineate dai residenti che, con una vena di nostalgia al passato, a com’era e a quelle che erano le speranze per il futuro del quartiere, chiedono di accendere i riflettori sulla zona sottolineando “questo luogo avrebbe molto da offrire se solo si volesse investire sul serio”.

“Vivo qui da molti anni ed è brutto dirlo – racconta Laura – ma l’unico periodo in cui questo quartiere è tornato a vivere è stato quello del Covid, quando hanno aperto l’hub vaccinale ed era pieno di gente. Con la chiusura del Dok, supermercato che era punto di riferimento ormai da molti anni, ci hanno tolto anche l’ultima ragione buona per uscire a fare una passeggiata e socializzare con gli altri. È un luogo fantasma. Abbiamo una cartolibreria, una pizzeria, un tabaccaio, una chiesa e altre poche cose, ma nulla di tutto questo rende il quartiere vivibile. Si vocifera che al posto del Dok apriranno un negozio di animali, come se noi residenti possiamo nutrirci di croccantini per animali. Sono altre le cose di cui abbiamo bisogno. Sono sempre di più le persone che vanno via, eppure, qui abbiamo tanto di quel verde, abbiamo molto spazio, potrebbe diventare un quartiere ricco di attività sportive e culturali. Trent’anni fa era diverso. Oggi si parla di molti progetti, soprattutto dedicati a Bari o al nostro vicino San Pio, si parla anche del campo da rugby, ma non si è pensato minimamente di interpellarci per chiederci di cosa abbiamo bisogno. Prima, lì dove sorgerà il campo da rugby, c’era un bel campo da calcio…lo hanno fatto morire!” – ha evidenziato sottolineando che alla carenza di servizi si aggiunge anche il fattore paura.

“Adesso va di moda rubare le auto – ha aggiunto – prima succedeva di rado, ora è una routine. Diminuisce tutto, tranne gli affitti delle case, quelli aumentano. Sempre più persone pensano di andar via. In effetti, che futuro può esserci qui? Penso ai figli e ai nipoti, ma anche agli anziani che vivono questo luogo, che se non possono spostarsi con i propri mezzi, non hanno nulla di nulla, neanche un luogo di aggregazione e, ormai, neanche un supermercato. Io sono fortunata, guido l’auto, ma chi non può? Non è facile da qui arrivare a Torricella o a Santo Spirito, ma chi non ci vive, non può saperlo” – ha concluso. Alle sue parole fanno eco quelle di Franca, residente, non auto munita, che vive come un grande disagio la chiusura del supermercato, ma non solo.

“Sono sola, mio marito non c’è più – ha sottolineato – vivo qui da 31 anni e oggi, dopo molto tempo, penso sia davvero il caso di andare via. Con il supermercato avevamo l’ultima scusa buona per uscire di casa e socializzare, oggi neanche più quello. Se devi uscire per arrivare a Torricella devi prendere il bus, da qui è lontano per andare a piedi, figurati con i bustoni. Devi essere fortunato però, i bus passano ogni morte di Papa, soprattutto il 33. E’ un luogo tetro e oggi fa paura più che mai. Se cammini da sola e provi anche a fare uno sguardo sbagliato o a dire una parola di troppo, vieni preso di mira. Spesso mi rincorrono i ragazzini e non è neanche facile camminare se non conosci a memoria i luoghi, le strade sono buie, è un luogo tetro. Oggi la si può definire una zona deserto, un dormitorio. Vorrei che le mie parole arrivassero al sindaco, meritiamo di più. Ci avevano promesso tante cose, invece anche il giardino costruito è in stato di abbandono” – ha concluso.

Foto Google Maps Street View

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