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Dda Lecce, fermati esponenti della Sacra Corona Unita

Quattro decreti di fermo, indagati indiziati di associazione mafiosa, tentata estorsione

Pubblicato da: redazione | Lun, 1 Settembre 2025 - 11:17
polizia

La Direzione Distrettuale Antimafia di Lecce, nell’ambito di una complessa indagine condotta con la Squadra Mobile di Brindisi e la Sisco di Lecce, ha emesso un decreto di fermo nei confronti di quattro persone, due delle quali considerate ai vertici della frangia storica dei cosiddetti “tuturanesi” della Sacra Corona Unita.

Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione mafiosa – per due di loro aggravata dall’aver agito in regime di semilibertà – e di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Secondo l’accusa, i fermati avrebbero imposto a un imprenditore agricolo il pagamento di 3.000 euro e un versamento mensile di 150 euro per la cosiddetta “guardiania”, minacciando di danneggiare la sua piantagione di noci in agro di Tuturano (Brindisi). Il provvedimento – viene spiegato – e’ scaturito da una situazione di “forte fibrillazione” all’interno del clan, emersa dalle attivita’ di intercettazione nelle ultime settimane. Gli investigatori hanno documentato numerosi summit in cui i fermati discutevano del rilancio del gruppo criminale in vista del pieno ritorno in libertà del capo storico e di un suo sodale, recentemente ammessi alla semilibertà. Le conversazioni, secondo quanto ricostruito, non riguardavano solo estorsioni già messe in atto, ma anche la pianificazione di azioni punitive nei confronti di un esponente della frangia giovanile rivale, accusato di non aver sostenuto economicamente i vertici detenuti, di essersi attribuito il ruolo di referente della Sacra Corona Unita sul territorio e di essere il mandante dell’incendio al Domus Cafe’ di Tuturano, avvenuto l’8 gennaio scorso. Gli indagati, inoltre, avrebbero apertamente minacciato di intraprendere una “guerra” per ristabilire l’egemonia dello storico clan contro le spinte autonomiste delle nuove leve, arrivando a paventare azioni omicidiarie.

La Dda ha disposto il fermo ritenendo concreto e attuale il pericolo di fuga e la possibilita’ che i progetti criminosi venissero realizzati, soprattutto in considerazione della caratura criminale di due degli indagati, gia’ condannati per omicidio in precedenti conflitti interni alla Sacra Corona Unita. Il decreto di fermo è stato eseguito nella mattinata odierna tra Tuturano, Brindisi e Napoli, con l’impiego di oltre 50 agenti della Squadra Mobile e della Sisco. Ne dà notizia l’Agi.

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