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Bari, barbecue e falò: 51 pazienti curati al centro ustioni del Policlinico

Da giugno a settembre

Pubblicato da: redazione | Lun, 6 Ottobre 2025 - 11:49
Equipe centro ustioni Policlinico di Bari (1)
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È stata una estate di massima pressione assistenziale al Centro Ustioni del Policlinico di Bari. Da giugno a settembre sono stati 51 i pazienti ricoverati, 6 posti di terapia intensiva e 6 di subintensiva sempre occupati dai 44 pazienti che si sono alternati nelle diverse settimane.

Il carico di lavoro ha pesantemente coinvolto anche le due Rianimazioni del Policlinico, infatti, dei 51 pazienti, 7 sono stati direttamente ricoverati nei due reparti di Rianimazione diretti dal Prof. Marco Ranieri e dal Prof. Salvatore Grasso e trattati per le gravi ustioni riportate dall’equipe del Centro Ustioni.

Il Centro Ustioni del Policlinico di Bari è anche un riferimento per il Mezzogiorno, undici sono stati i pazienti provenienti da fuori regione: 5 dalla Calabria, 3 dalla Basilicata, 1 dalla Campania, 1 dal Molise, 1 dal Piemonte.

“L’ustione può colpire chiunque – adulti, anziani e bambini – e le cause sono spesso accidentali”, spiega il Dottor Giulio Maggio, responsabile del Centro. “Nel 95% dei casi abbiamo registrato ustioni provocate da fiamma, soprattutto legate ad un uso improprio di alcol e benzina; nel 4% da liquidi bollenti, in particolare nei bambini; nell’1% da agenti chimici, per lo più incidenti sul lavoro”.

Tra gli episodi più frequenti: barbecue o falò accesi con alcol, preparazione di liquori in presenza di sigarette accese, abiti sintetici che prendono fuoco durante la cottura, cadute con pentole di acqua bollente, roghi di sterpaglie in campagna, esplosioni di serbatoi di benzina o bombole di gas con conseguenti incendi e crolli.

“Il trattamento dei grandi ustionati – aggiunge il Dott.Maggio – è lungo e complesso: per ustioni superiori al 20% la degenza media è di circa 30 giorni, mentre per i pazienti con ustioni più estese e insufficienza respiratoria si arriva anche a 3 mesi in ospedale. Il nostro approccio è multidisciplinare e coinvolge rianimatori, infettivologi, fisiatri, neurologi, nefrologi, psichiatri, cardiologi, ematologi, nutrizionisti, farmacisti e psicologi. Tutto il personale deve essere specificamente formato, soprattutto gli infermieri, che rappresentano, un cardine nella gestione dei pazienti e devono essere esperti di terapia intensiva e wound care, gli OSS, anch’essi fondamentali per l’imponente carico assistenziale tipico del paziente gravemente ustionato e i fisioterapisti, che costituiscono figure indispensabili per il trattamento di questa tipologia di pazienti sia in fase acuta che durante la lunga e complessa successiva riabilitazione”.

“L’indice di mortalità nei pazienti che riportano ustioni profonde superiori al 70% è sempre elevato – sottolinea il Dottor Maggio – ma, il nostro dovere resta fare sempre l’impossibile per ogni paziente con i trattamenti più avanzati che la medicina ci fornisce, come l’integrazione tra escarolisi enzimatica precoce e la chirurgia biorigenerativa che pratichiamo qui al Policlinico di Bari”.

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