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Giovani baresi contro l’ordinanza di Natale. “Bari non è una città da silenziare. Divieti comodi, scelte vigliacche”

"Non c’è una visione, non c’è una strategia: ci sono solo divieti applicati senza criterio"

Pubblicato da: redazione | Lun, 22 Dicembre 2025 - 09:42
Vigilia natale Bari

Negli ultimi giorni il sindaco Leccese ha emanato un’ordinanza che vieta la musica all’esterno dei locali e la somministrazione di bevande in bottiglie di vetro nei giorni clou delle festività natalizie. Secondo l’Amministrazione, i divieti servirebbero a garantire sicurezza, ordine e decoro urbano, “ma nella pratica  – spiega Gioventù Nazionale l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, – finiscono per colpire chi lavora, investe e tiene vive le nostre strade. Limitare iniziative spontanee e soffocare la socialità significa scaricare il fallimento politico sulla pelle di chi la città la vive ogni giorno”.

Un attacco diretto al diritto di lavorare “Garantire ordine e sicurezza è un dovere, ma – spiega il movimento giovanile usare ordinanze a macchia di leopardo, colpendo chi la città la vive e la fa vivere ogni giorno, è inaccettabile. Non c’è una visione, non c’è una strategia: ci sono solo divieti applicati senza criterio. A pagarne il prezzo sono imprenditori, lavoratori e giovani baresi che chiedono semplicemente di poter esercitare la propria attività nel rispetto delle regole”.

 Divieti comodi, scelte vigliacche “Queste misure non distinguono tra abuso e buon senso, tra caos e responsabilità. Vietare tutto o, magari, fare concessioni a qualche attività “amica”, è più facile che controllare, dialogare e assumersi responsabilità politiche. Così però si spegne Bari, si desertificano le strade e si manda un messaggio chiaro: chi lavora è un problema, non una risorsa”.

Bari non è una città da silenziare “I baresi non hanno bisogno di una città imbavagliata, ma di un’amministrazione capace di governare senza punire chi produce lavoro e aggregazione. Le piazze, le strade e i quartieri non si difendono con i divieti, ma con il rispetto per chi li vive ogni giorno”.

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