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Materiale ferroso e documenti falsi, sequestrata nave a Brindisi per presunti traffici con la Russia

Sotto indagine alcuni membri dell'equipaggio

Pubblicato da: redazione | Sab, 17 Gennaio 2026 - 09:04
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È stata sequestrata negli giorni scorsi, nel porto di Brindisi, una motonave battente bandiera di un’isola dell’Oceania, proveniente dalle acque territoriali russe del Mar Nero, insieme a un carico di 33mila tonnellate di materiale ferroso. Il provvedimento, disposto in via d’urgenza, è stato eseguito dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Brindisi, nell’ambito dei controlli sul rispetto delle sanzioni dell’Unione Europea nei confronti della Federazione Russa.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la nave sarebbe entrata e avrebbe operato nel porto russo di Novorossijsk – scalo soggetto a restrizioni comunitarie – tra il 13 e il 16 novembre 2025, effettuando operazioni di carico vietate. Gli accertamenti sono stati condotti anche con il supporto del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Bari e della Sezione Operativa Navale di Brindisi.

I controlli documentali e l’analisi dei dati del sistema di navigazione elettronico ECDIS avrebbero fatto emergere incongruenze, falsificazioni e alterazioni nei documenti di bordo relativi alle soste e ai luoghi di carico della merce. Ulteriori riscontri sono arrivati dalla banca dati marittima Lloyd’s Global Maritime, in uso all’Agenzia delle Dogane. Le Fiamme Gialle hanno inoltre accertato che il sistema AIS della nave – il transponder che consente la geolocalizzazione in tempo reale – sarebbe stato disattivato in prossimità del porto russo, presumibilmente per eludere i controlli delle autorità competenti.

Alla luce degli elementi raccolti, la motonave e l’intero carico sono stati sottoposti a sequestro preventivo, successivamente convalidato dal GIP di Brindisi e confermato dal Tribunale del Riesame. Importatore, armatore e alcuni membri dell’equipaggio risultano indagati, in concorso tra loro, per l’ipotesi di elusione delle misure restrittive dell’Unione Europea, ferma restando la presunzione di innocenza fino all’accertamento definitivo delle responsabilità.

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