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Natuzzi, tavoli tecnici a Bari per il rilancio dell’azienda e la tutela di 3 stabilimenti

L’assessore Di Sciascio: "Non basta creare posti di lavoro, devono essere occupazioni dignitose e sostenibili"

Pubblicato da: redazione | Gio, 22 Gennaio 2026 - 18:57
Di Sciascio

Superare le difficoltà economiche senza perdere di vista il lavoro dei dipendenti è la sfida che oggi ha riunito i vertici regionali e quelli dell’azienda Natuzzi. L’incontro, organizzato dalla task force Occupazione guidata da Leo Caroli, si è svolto attraverso tavoli tecnici pensati per chiarire strumenti, regole e possibilità concrete di sostegno, evitando fraintendimenti o aspettative non realistiche.

L’assessore allo Sviluppo economico, Eugenio Di Sciascio, ha sottolineato come l’obiettivo principale della Regione resti la tutela dell’occupazione e la qualità del lavoro. “Non basta creare posti di lavoro, devono essere occupazioni dignitose e sostenibili”, ha spiegato. “Siamo pronti a fare tutto ciò che è possibile, ma sempre nel rispetto delle regole, valide per tutti. Serve chiarezza su cosa possiamo fare e quali limiti dobbiamo rispettare, per garantire un risultato positivo sia per l’impresa sia per i lavoratori”.

Nel corso degli incontri, Natuzzi, con il suo patron Pasquale Natuzzi, ha potuto conoscere più da vicino gli strumenti regionali di sostegno all’occupazione e discutere possibili strategie di rilancio industriale. L’azienda si è impegnata a elaborare nuove linee guida per un progetto da presentare ai sindacati, che punterà su innovazione, ricerca e ottimizzazione dei processi produttivi. Tra le ipotesi al vaglio c’è anche quella di aggregazione di imprese attraverso l’articolo 4 ter, considerata una misura innovativa per contenere i costi e rafforzare la rete industriale del territorio.

Leo Caroli, presidente del Sepac, ha evidenziato due punti chiave: gli stabilimenti non potranno essere chiusi e il progetto di reshoring non verrà dismesso. La Regione, insieme ad ARPAL, ha illustrato le misure disponibili per sostenere politiche attive e passive del lavoro, inclusi incentivi all’esodo e programmi di outplacement, strumenti che potrebbero accompagnare la fase di rilancio. Il prossimo passo sarà un incontro urgente con le organizzazioni sindacali per approfondire le misure e dare concretezza al piano di rilancio.

L’attenzione sul futuro di Natuzzi resta alta, e l’approccio scelto punta a un equilibrio tra esigenze industriali, tutela del lavoro e rispetto delle regole: un tentativo di costruire, in una fase economica complessa, una strada condivisa verso un rilancio sostenibile e duraturo.

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