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Regione Puglia: rafforzata la rete antiviolenza con nuovi investimenti

“Uscire dalla violenza richiede continuità, risorse e una rete solida”

Pubblicato da: redazione | Gio, 5 Febbraio 2026 - 17:42
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Contrastare la violenza di genere diventa sempre più una priorità strutturale in Puglia. Nel 2026 la Regione investirà oltre 5,6 milioni di euro per rafforzare la rete antiviolenza, con l’obiettivo di rendere stabile e duraturo un sistema già efficiente e capillare. La scelta riflette l’impegno politico a garantire protezione, prevenzione e autonomia alle donne vittime di violenza, spostando l’attenzione da un intervento emergenziale a una strategia consolidata e duratura.

Il nuovo stanziamento sarà programmato in raccordo con il Tavolo regionale antiviolenza e prevederà il potenziamento della Dote per l’empowerment, strumento chiave per favorire l’uscita dalla violenza, insieme al sostegno alle spese legali e agli interventi dedicati agli orfani di femminicidio, riconosciuti come ambito prioritario di tutela pubblica.

“Il contrasto alla violenza di genere è una priorità strutturale delle politiche regionali – sottolinea l’assessore al Welfare e allo Sport, Cristian Casili –. Oggi disponiamo di una rete diffusa e qualificata, e garantire prevenzione, protezione e autonomia alle donne è una responsabilità pubblica non negoziabile”. L’assessore evidenzia come uscire dalla violenza richieda continuità, risorse e una rete solida, e che il nuovo investimento rappresenti una risposta forte e duratura.

La Puglia può contare oggi su 31 Centri Antiviolenza, di cui 20 gestiti da privati e 11 da enti pubblici, 112 sportelli di prossimità, 10 case rifugio per donne in grave pericolo, 12 case di secondo livello per percorsi di recupero dell’autonomia e 2 case emergenza per l’accoglienza immediata. Strutture che operano 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con personale specializzato in grado di garantire protezione, presa in carico e accompagnamento personalizzato.

La Dote per l’empowerment, strumento chiave del sistema, consente interventi mirati come sostegno abitativo, reinserimento lavorativo e accompagnamento nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, con particolare attenzione alle donne dimesse dalle case rifugio o prive di un alloggio sicuro. I dati di monitoraggio 2024 confermano l’efficacia della rete: circa 3.000 accessi ai Centri Antiviolenza, una presa in carico del 65,6% e 114 donne accolte nelle case rifugio, con percorsi individualizzati costruiti sulle reali possibilità di autonomia e sicurezza.

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