SABATO, 25 APRILE 2026
88,910 ARTICOLI
Dir. resp.:Adalisa Mei
redazione@borderline24.com
88,910 ARTICOLI

 

Direttore Responsabile: Adalisa Mei
Per segnalazioni: redazione@borderline24.com

Loretta Goggi e quella primavera che non passa mai

Il segreto di una hit che non invecchia

Pubblicato da: Ylenia Bisceglie | Ven, 24 Aprile 2026 - 15:34
rubrica bl24 (53)

Ci sono canzoni che non si limitano a passare alla radio. Restano. Ritornano. Ti trovano, ogni anno, nello stesso identico momento. “Maledetta Primavera” è una di quelle.

Quando Loretta Goggi la portò sul palco del Festival di Sanremo nel 1981, non vinse. Arrivò seconda. Ma, come spesso succede nella storia della musica italiana, la classifica ha contato molto meno dell’impatto. Quella canzone non era fatta per un piazzamento: era fatta per durare.

E dura ancora. Nei karaoke, nelle playlist, nei video improvvisati sui social, nei concerti, nelle stanze di chi la canta da solo senza accorgersene. Ma perché proprio lei?

La risposta sta in un equilibrio raro: “Maledetta Primavera” è una canzone emotivamente semplice, ma musicalmente sofisticata. Parte come una ballata sentimentale, cresce in modo progressivo e poi esplode in un ritornello forte e coinvolgente. È costruita per essere ricordata, ma anche per essere vissuta ogni volta come se fosse la prima.

E poi c’è il testo. Non parla di una stagione in senso meteorologico, ma di quello che la primavera rappresenta: il ritorno dei sentimenti, delle illusioni, delle promesse che sembrano sempre nuove e invece hanno qualcosa di già vissuto. È nostalgia travestita da rinascita. È speranza con una crepa dentro. E quella crepa la rende vera.

Loretta Goggi, in tutto questo, è molto più di una voce. È un’interprete. Attrice, conduttrice, artista completa, ha portato nella canzone una teatralità misurata, mai eccessiva. Non la canta: la attraversa.

Negli anni, il brano ha superato mode, generi, generazioni. È stato reinterpretato, remixato, citato, ironizzato. Eppure, nella sua versione originale, resta intatto. Non invecchia. Anzi, sembra guadagnare qualcosa ogni volta che ritorna: un nuovo significato, una nuova voce che lo canta, un nuovo contesto in cui risuona.

Non appartiene a un’epoca precisa. È una canzone sul tempo, e su come il tempo si ripete dentro di noi. Chi l’ha ascoltata negli anni ’80 ci ritrova una memoria. Chi la scopre oggi ci trova qualcosa di immediato, quasi contemporaneo.

E così, mentre fuori tornano le giornate più lunghe e la luce cambia, “Maledetta Primavera” continua a ancora a risuonare.

© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24.com
Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

Lecce, droga nascosta tra valigie e...

Un’attività di controllo partita dall’osservazione dei movimenti dei consumatori ha portato...
- 25 Aprile 2026

Loretta Goggi e quella primavera che...

Ci sono canzoni che non si limitano a passare alla radio....
- 25 Aprile 2026

Bonus nuovi nati 2026, via alle...

Con la pubblicazione del Messaggio n.1268 del 14 aprile 2026, l’INPS...
- 25 Aprile 2026

Turismo, dal mare ai vicoli ricchi...

Dal mare ai vicoli e agli scorci ricchi di storia. Sospesa...
- 25 Aprile 2026