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Olio lubrificante contraffatto e venduto “in nero”: 15 indagati nel Barese

È quanto emerso dall’operazione “Vuoto a rendere” della Guardia di finanza di Bari

Pubblicato da: redazione | Ven, 22 Maggio 2026 - 14:39
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Oltre 1.300 tonnellate di olio lubrificante di bassa qualità, spacciato come prodotto riconducibile a marchi noti del settore come Castrol, Petronas e Mobil, sarebbero finite sul mercato tra autofficine e negozi di autoricambi del Barese attraverso un sistema di contrabbando e contraffazione. È quanto emerso dall’operazione “Vuoto a rendere” della Guardia di finanza di Bari.

I finanzieri del Comando provinciale hanno notificato 15 avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla Procura di Bari nei confronti di altrettanti indagati accusati, a vario titolo, di contrabbando e contraffazione di oli lubrificanti. Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dal Nucleo di polizia economico-finanziaria, hanno ricostruito un presunto circuito illecito attivo tra il 2022 e il 2025.

Secondo gli investigatori, il prodotto veniva acquistato da un’azienda campana, estranea all’inchiesta, facendo risultare documentalmente una destinazione in Bulgaria verso una società riconducibile agli indagati. In realtà, però, l’olio sarebbe stato trasportato in un deposito clandestino nell’Altamurgia, dove veniva stoccato, travasato e confezionato in fusti, taniche e flaconi con marchi contraffatti delle principali case produttrici. Il prodotto sarebbe poi stato venduto “in nero” a officine e rivenditori compiacenti.

Per la Guardia di finanza, gli ignari clienti finali acquistavano sempre la stessa tipologia di olio, di qualità modesta, convinti invece di utilizzare prodotti differenti e compatibili con specifiche categorie di motori. Una circostanza che, secondo gli investigatori, avrebbe potuto provocare anche malfunzionamenti ai veicoli. Nel corso dell’operazione è stato individuato e sequestrato l’opificio dove avveniva il confezionamento del prodotto. I militari hanno trovato circa due tonnellate di olio lubrificante, numerosi contenitori contraffatti e attrezzature utilizzate per riprodurre marchi e sigilli falsi.

L’inchiesta ha consentito di quantificare un traffico complessivo di circa 1 milione e 395mila chili di olio lubrificante e un profitto illecito superiore a un milione di euro, derivante dall’evasione dell’imposta di consumo. Cinque persone sono ritenute responsabili della lavorazione e dell’immissione sul mercato del prodotto, mentre altre dieci sarebbero coinvolte come trasportatori e acquirenti. La Guardia di finanza sottolinea che il procedimento è ancora nella fase delle indagini preliminari e che gli indagati devono considerarsi innocenti fino a eventuale sentenza definitiva.

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