Le associazioni di categoria dello spettacolo viaggiante denunciano una situazione che, a Bari, si ripete con una frequenza sempre maggiore: il settore viene trattato come marginale, sacrificabile, spesso sostituito da iniziative temporanee o commerciali che ricevono più attenzione e più spazi. È una tendenza che gli operatori definiscono preoccupante, perché colpisce un comparto storico che da decenni contribuisce alla vita sociale e popolare della città.
La vicenda della ruota panoramica di Largo Giannella è considerata emblematica. Per anni ha fatto parte dello skyline cittadino, diventando un punto di riferimento per residenti e turisti. Oggi, invece, incontra difficoltà a reinsediarsi nella sua collocazione naturale, nonostante l’apprezzamento del pubblico e l’impatto positivo sull’immagine della città. Un altro caso riguarda la festa patronale, dove le attrazioni con pistole giocattolo sono state escluse senza motivazioni tecniche e senza un adeguato preavviso, segnando un ulteriore ridimensionamento della presenza delle giostre in un contesto tradizionalmente legato alla cultura popolare.
Gli operatori ricordano come alcune aree della città siano state riqualificate proprio grazie alla presenza delle giostre, per poi essere loro sottratte una volta completati gli interventi. Piazza Umberto ne è un esempio: il luna park, la pista di ghiaccio e la giostra dei cavalli – carillon hanno contribuito per anni alla rivalutazione pubblica e sociale della piazza – come nel caso dell’allestimento nel periodo natalizio -, ma oggi tali attrazioni vengono considerate di secondo piano rispetto ad altre attività. Una dinamica simile si è verificata sul Largo Giannella, dove una decina di anni fa trovavano posto le giostre in occasione della festa di San Nicola e dove negli ultimi anni si privilegiano iniziative legate al food, cancellando una presenza che aveva radici profonde nella memoria cittadina.
Un altro caso significativo riguarda Parco 2 Giugno, che negli anni Novanta ospitava regolarmente, nel periodo invernale, le attrazioni e che oggi non è più ritenuto idoneo, senza che sia stata individuata un’alternativa comunale stabile. L’unico ritorno, dopo trent’anni, è avvenuto in via Napoli, ma su un’area privata, non grazie a una programmazione pubblica.
Secondo le associazioni, tutto questo delinea un atteggiamento che appare utilitaristico: le giostre vengono coinvolte quando servono a riempire spazi o a sostenere eventi, ma vengono poi allontanate quando l’area acquisisce nuovo valore commerciale o turistico. “Lo spettacolo viaggiante non è un intralcio, ma un pezzo di storia popolare e identitaria della città”, affermano i rappresentanti del settore, sottolineando come Bari sembri invece orientata a ridurre progressivamente gli spazi disponibili, relegando le attrazioni in zone marginali o non pubbliche.
Gli operatori rivendicano il riconoscimento del ruolo culturale e sociale dello spettacolo viaggiante, che da sempre accompagna feste, tradizioni e momenti di aggregazione, e chiedono che la città – come tra l’altro accade nelle principali città europee – torni a considerare questo comparto come parte integrante della propria identità e non come un elemento accessorio da utilizzare solo quando conviene.