Dormono accanto ai portoni, giorno dopo giorno. Lasciano rifiuti, sporcizia, degrado. E qualcuno si avvicina in stato di alterazione, costringendo i residenti a fare da soli quello che dovrebbero fare le istituzioni. È la fotografia di un tratto di via Capruzzi, nel cuore di Bari, che i condomini del civico 204-212 — il segmento compreso tra la Lidl e il tabaccaio — non riescono più a sopportare.
La denuncia arriva direttamente dagli abitanti della zona, stanchi di una situazione che definiscono «insostenibile». «Ci sono soggetti che dormono stabilmente accanto ai nostri portoni», racconta uno dei residenti. «La situazione igienica è diventata intollerabile. Siamo costretti a pagare un extra ai servizi di pulizia per tenere pulito anche lo spazio fuori dall’ingresso, che di fatto è diventato un giaciglio fisso».
Ma il problema non è solo di decoro. C’è una questione di sicurezza che pesa ancora di più sulla quotidianità di chi abita in quella strada. Tra le persone che stazionano sotto i portoni, alcuni mostrano evidenti segni di alterazione da alcol — e forse anche da sostanze. «Dobbiamo essere noi stessi ad allontanarli, assumendoci il rischio della loro reazione», spiega il residente. Un rischio concreto, che nelle ore serali — quando il traffico pedonale si riduce — diventa ancora più pesante da gestire.
«La sera la situazione peggiora», aggiungono i condomini. «Meno gente per strada significa meno deterrenza. Viviamo una condizione di pericolo quotidiano che non dovrebbe essere accettabile per nessun cittadino».
La richiesta che sale da via Capruzzi è chiara: un presidio fisso della polizia municipale, o quantomeno interventi tempestivi e sistematici da parte delle autorità competenti. I residenti non chiedono soluzioni straordinarie, ma semplicemente che lo Stato sia presente. Che qualcuno, prima o poi, risponda.
Una segnalazione che si aggiunge a un dibattito sempre più acceso sul tema del degrado urbano in alcune aree della città, dove la distanza tra i diritti di chi ha una casa e le difficoltà di chi non ce l’ha finisce spesso per scaricarsi sulle spalle dei cittadini comuni.
Nei giorni scorsi del caso si è interessato anche il consigliere municipale Intranò