Prima le pesanti lamentele dei viaggiatori per le lunghe attese sottobanchina, poi le accuse incrociate sulla carenza strutturale delle auto bianche nello scalo aeroportuale di Bari-Palese. La polemica sul servizio pubblico non di linea nel principale snodo aereo della regione si arricchisce oggi di un capitolo di segno opposto. A ribaltare la narrativa della “scarsità a prescindere” sono gli stessi operatori del settore, decisi a dimostrare come il vero nodo del problema non sia la mancanza di vetture, bensì l’impossibilità fisica di raggiungere i passeggeri a causa del caos viabilità.
La denuncia ravvicinata arriva direttamente dal sedile anteriore di una vettura in servizio, con un corredo di documentazione fotografica che lascia poco spazio alle interpretazioni. Le immagini scattate mostrano lunghe e snervanti colonne di mezzi privati e navette completamente immobili lungo le corsie che conducono alle aree di sosta e ai terminal delle partenze e degli arrivi dello scalo pugliese. Un imbuto stradale che, specie nelle ore di picco dei voli estivi, paralizza l’intera circolazione interna.
“Poi dicono che i taxi non ce ne sono”, tuona il conducente autore della segnalazione, evidenziando il paradosso operativo in cui si trova la categoria. Secondo i tassisti, la percezione di un servizio inefficiente o assente da parte dell’utenza turistica sarebbe causata direttamente da questi blocchi sistematici della circolazione. Rimanere imbottigliati per decine di minuti nelle rampe d’accesso significa infatti rallentare i tempi di rotazione delle auto bianche, impedendo a chi ha appena scaricato un passeggero di rientrare tempestivamente nella corsia preferenziale degli arrivi per prenderne a bordo un altro.