MERCOLEDì, 24 GIUGNO 2026
90,301 ARTICOLI
Dir. resp.:Adalisa Mei
redazione@borderline24.com
90,301 ARTICOLI

 

Direttore Responsabile: Adalisa Mei
Per segnalazioni: redazione@borderline24.com

Bari, la città delle auto parcheggiate: 22 ore su 24 ferme, eppure si continua così

La Consulta della mobilità sostenibile lancia la sfida: Pums e mobility management per cambiare rotta

Pubblicato da: redazione | Mer, 24 Giugno 2026 - 20:01
caos traffico japigia bari
Annunci

fal


C’è un momento in cui le posizioni morbide smettono di essere sostenibili. Per la mobilità urbana di Bari, secondo la Consulta della mobilità sostenibile del Comune, quel momento è adesso. Non si tratta di una presa di posizione ideologica, ma di una lettura pragmatica della realtà: o si accetta il modello attuale, fondato sull’uso del mezzo privato, oppure si sceglie di cambiare rotta con coraggio e determinazione, anche a costo di rompere abitudini consolidate.

A sintetizzare la posizione della Consulta è Marco Terzi, che ne è presidente: “Non è più tempo di posizioni morbide, e non per una questione ideologica, ma perché la realtà urbana di Bari impone una scelta chiara sulla mobilità e non ci possono più essere zone grigie: o si accetta il modello attuale basato sull’uso del mezzo privato, che ha portato la città a essere quella che è oggi, oppure si decide di cambiare rotta con coraggio, coerenza e determinazione, anche a costo di rompere abitudini consolidate.
Una svolta indispensabile che non può prescindere da due strumenti essenziali di pianificazione e gestione sostenibile della mobilità: il PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) e il mobility management, vale a dire la gestione della domanda di mobilità generata dai poli attrattori di traffico. Questi strumenti sono la vera bussola strategica per ridisegnare il futuro della mobilità di persone e merci delle città, tanto che l’Unione Europea li ha normati e con un recente regolamento (2024/1679) ha introdotto nuovi adempimenti, con scadenze stringenti a partire già dal prossimo anno, per tutti i “nodi urbani” (così sono chiamate città e aree metropolitane appositamente individuate dal regolamento), di elaborare ed attuare misure concrete finalizzate a ridurre traffico e inquinamento e a potenziare la multi-mobilità (trasporto pubblico, collettivo e condiviso, biciclette, monopattini, spostamenti a piedi), favorendo al contempo la connessione delle aree periferiche e marginali. La normativa prevede che i risultati, misurati ogni anno, siano inviati a Bruxelles, con il rischio, in caso di inadempienza, dell’esclusione dai prossimi finanziamenti europei. Bari è cresciuta seguendo un paradigma diffuso in molte città italiane del secondo Novecento: un’espansione urbana spesso poco coordinata, spazi pubblici progressivamente sottratti alla socialità e alla vivibilità e su tutto la centralità dell’automobile privata.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti: una città densamente occupata dalle auto, con marciapiedi spesso insufficienti, inospitale a chi presenta deficit fisici, poco verde urbano diffuso, spazi liberi sottratti ai bambini, ragazzi ed anziani e adibiti a parcheggi di auto che, secondo i dati ufficiali, circolano per massimo 2 ore al giorno, restando parcheggiate le successive 22 ore!
Non è solo una questione estetica. È una questione di qualità della vita, di salute pubblica, di sicurezza e di coesione sociale. Quando lo spazio pubblico viene progettato quasi esclusivamente per il traffico veicolare, la città perde la sua funzione più profonda: essere luogo di incontro, movimento lento, relazione.
Eppure, non è un destino inevitabile. Guardando oltre i confini nazionali, molte città europee hanno, già da decenni, imboccato una direzione diversa mentre l’Italia ha il primato europeo di essere il paese più motorizzato dell’Unione Europea nonostante i tragitti percorsi mediamente non superino i 5 km a viaggio. Nel resto d’Europa hanno messo al centro le persone e non le auto: grandi investimenti nel trasporto pubblico, funzionante anche di notte e nei festivi, offerta diversificata di infrastrutture e servizi per la mobilità, riduzione dello spazio dedicato alle auto. Non si tratta di utopie, ma di politiche reali, che trovano nella pianificazione urbanistico-territoriale integrata con quella della mobilità, gli spazi vivibili per tutti gli utenti senza limitazione di età, genere e condizioni fisiche.
La vera alternativa per Bari è qui. E non si tratta di fare inutili battaglie ideologiche perché la mobilità di persone e merci sta a cuore a tutti ed è un diritto individuale da riconoscere e salvaguardare. Continuare a inseguire un modello che ha saturato lo spazio urbano, oppure avviare una progressiva e radicale inversione di marcia? E questa inversione può veramente essere timida?
La questione, in definitiva, non è tecnica ma politica nel senso più alto del termine: decidere che tipo di città si vuole essere.
Bari si trova davanti a questo bivio. E non ci sono scorciatoie”.

© RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALE RISERVATA - Borderline24.com
Ti invitiamo a usare i bottoni di condivisione e a non copiare l'articolo.

Bari rafforza i rapporti con il...

Bari rafforza i rapporti con il Vietnam e apre a nuove...
- 24 Giugno 2026

Bari, la città delle auto parcheggiate:...

C'è un momento in cui le posizioni morbide smettono di essere...
- 24 Giugno 2026

Monopoli-Fasano, il nuovo ospedale diventa il...

Prende forma il sistema di emergenza-urgenza che ruoterà attorno al Nuovo...
- 24 Giugno 2026

Imu sempre più cara in Puglia,...

I pugliesi pagano in media 927,5 euro di Imu all'anno. Un...
- 24 Giugno 2026