Il Garante regionale dei Diritti del Minore della Puglia, Ludovico Abbaticchio, chiede il coinvolgimento dei Comuni nel confronto sulle modifiche alla normativa in materia di immigrazione attualmente all’esame del Parlamento, con particolare attenzione alle disposizioni che riguardano i minori stranieri non accompagnati e i giovani neomaggiorenni provenienti da percorsi di tutela.
Per questo Abbaticchio ha inviato una nota al presidente di Anci Puglia, esprimendo preoccupazione per le possibili ricadute delle modifiche legislative, in particolare sull’istituto del prosieguo amministrativo, lo strumento che consente ai ragazzi arrivati in Italia da minorenni e privi di una rete familiare di proseguire, anche dopo il compimento dei 18 anni, i percorsi di formazione, inclusione sociale e autonomia fino ai 21 anni, previa valutazione dell’Autorità giudiziaria minorile. “L’esperienza maturata nei territori dimostra che il raggiungimento della maggiore età non coincide automaticamente con il raggiungimento dell’autonomia. Per molti giovani che hanno affrontato da soli un percorso migratorio, la continuità del sostegno educativo e sociale rappresenta una condizione fondamentale per completare il proprio progetto di vita”, sottolinea il Garante.
Secondo Abbaticchio, un eventuale ridimensionamento di questo strumento rischierebbe di interrompere percorsi di integrazione già avviati, con possibili conseguenze in termini di marginalità sociale, precarietà abitativa e sfruttamento. Il Garante evidenzia inoltre come tali effetti non ricadrebbero soltanto sui giovani coinvolti, ma anche sui Comuni, sui servizi sociali territoriali e sulle comunità locali, chiamati a fronteggiare nuovi bisogni e situazioni di fragilità. Per questo invita Anci Puglia ad aprire un confronto con gli enti locali sulle modifiche normative attualmente in discussione.
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