Un’altra serata d’inferno per i collegamenti da e per l’aeroporto di Bari-Palese riaccende i riflettori sulla carenza dei trasporti notturni nel capoluogo. Lo scenario andato in scena venerdì sera è lo specchio di un sistema che va in tilt alla prima fluttuazione dei tabelloni di arrivo, lasciando centinaia di passeggeri abbandonati sulle banchine dello scalo. A dare voce alla frustrazione collettiva è una cittadina barese, atterrata nel pieno del caos: “Qualcuno mi può spiegare perché alle 22.30 non ci sono taxi in aeroporto ma ci sono centinaia di persone, compresa me, ad aspettare da mezz’ora?”.
Una domanda che rimbalza tra la folla in coda, esasperata dopo ore di volo e impossibilitata a raggiungere il centro cittadino. La replica della categoria non si è fatta attendere, spiegando la straordinarietà degli eventi e le criticità strutturali della viabilità barese. “Sono arrivati 8 aerei in ritardo”, spiega Vittorio Pantaleo, sindacalista Usb Taxi Bari. “Ogni aereo porta 200 o 250 persone, quindi un po’ di attesa è giusta a riguardo dei ritardi. Se vanno in posta o in farmacia non penso che vengano serviti presto. Se gli aerei fossero arrivati tutti in orario, l’attesa non ci sarebbe stata”.
Il dito dei tassisti, supportato anche da testimonianze video, viene puntato contro la paralisi stradale che stringe lo scalo nelle ore di punta. I conducenti denunciano le enormi difficoltà sul vialone d’accesso, aggravate dai cantieri e dall’anarchia automobilistica: “La sera la gente parcheggia dove gli pare”. A peggiorare un quadro già critico si aggiunge il coprifuoco del trasporto pubblico locale. L’Amtab effettua infatti l’ultima corsa dall’aeroporto alle ore 22.00, tagliando fuori chiunque arrivi in tarda serata e riversando tutta la domanda sulle sole auto bianche. Una pressione insostenibile, concludono i sindacati, nonostante l’immissione in servizio delle 30 nuove licenze deliberate dal Comune.