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Lavoro a Bari, Natuzzi torna al tavolo con i sindacati: “Misuriamo le distanze e accorciamole”

Al centro il piano industriale e il futuro degli stabilimenti, ma l'azienda ha confermato la contrarietà rispetto alle linee operative illustrate

Pubblicato da: redazione | Mar, 30 Giugno 2026 - 16:23
natuzzi 6-2

Nuovo confronto tra Natuzzi e le organizzazioni sindacali dopo lo stop alle trattative al Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 24 giugno. L’incontro si è tenuto nel pomeriggio di oggi nella sede di Confindustria Bari, dove il gruppo industriale ha illustrato nuovamente il piano industriale e il protocollo d’intesa nel tentativo di riaprire il dialogo.

Secondo quanto riferito dall’azienda, l’obiettivo dell’incontro è “fare chiarezza sulle azioni già messe in campo, misurare le distanze e provare ad accorciarle” rispetto alle posizioni espresse dai sindacati. Il piano di rilancio presentato da Natuzzi si articola in due fasi: fermare le perdite economiche e riorganizzare la produzione, mantenendo in Italia la realizzazione dei prodotti premium e trasferendo all’estero quella dei prodotti di fascia media. L’azienda sostiene che il riassetto riguarderebbe il 13% degli attuali volumi produttivi italiani, corrispondenti alle produzioni rientrate dalla Cina nel 2025 in seguito ai dazi statunitensi, e che l’obiettivo è raggiungere il riequilibrio entro un periodo compreso tra sei e dodici mesi.

Resta però il nodo degli stabilimenti dell’area barese, già al centro del confronto al Mimit. Natuzzi ha confermato la chiusura definitiva dello stabilimento di Santeramo Iesce 2 e la sospensione temporanea delle attività nei siti di Altamura Graviscella e PS, con uno stop che potrebbe durare fino a tre anni. Proprio su questo punto si è registrata la rottura del confronto con i sindacati. L’azienda ribadisce che la durata della sospensione è legata alla complessità del piano di riorganizzazione e assicura che, durante questa fase, i lavoratori saranno tutelati e che gli spostamenti del personale non avverranno attraverso licenziamenti collettivi o provvedimenti unilaterali.

“Quello di oggi non è stato un vero incontro di confronto, ma una semplice informativa sulle linee operative che l’azienda ha annunciato unilateralmente di voler mettere in campo dopo la mancata firma dell’ipotesi di protocollo in sede ministeriale della scorsa settimana”. Così Ignazio Savino, segretario generale della Fillea Cgil Puglia, al termine dell’incontro. “Le organizzazioni sindacali – prosegue – hanno confermato unitariamente la propria completa contrarietà rispetto alle linee operative illustrate, chiedendo formalmente la sospensione di qualsiasi azione esecutiva collegata a quelle decisioni e ribadendo che entro venerdì 3 luglio si svolgeranno le assemblee in tutti gli stabilimenti del gruppo per determinare le mobilitazioni a difesa di lavoro, stabilimenti, territorio da mettere in campo”. Due i punti su cui è necessario trovare soluizioni immediate: la chiusura degli stabilimenti sul territorio e la riduzione del perimetro industriale da una parte e l’ulteriore spostamento di produzione del made in Italy verso la Romania dall’altra.

 

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