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Bari, dalla basilica occupata al tavolo con Decaro: tre promesse ai braccianti

Il presidente della Regione: 'Confermo altri fondi per ambienti accoglienti'

Pubblicato da: redazione | Sab, 4 Luglio 2026 - 18:39
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Duecento braccianti rinchiusi dentro una basilica questa mattina, seduti al tavolo della Regione nel pomeriggio. È la sintesi di una giornata che i lavoratori di Torretta Antonacci raccontano come la dimostrazione di un principio che, dicono, ripetono da anni: le istituzioni si muovono solo quando i braccianti alzano la testa e la voce.
Dopo circa cinque ore di occupazione della basilica di San Nicola, con l’arrivo del sindaco di Bari che ha annunciato la disponibilità del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro a riceverli, i braccianti hanno lasciato la basilica e sono partiti in corteo fino alla sede della Regione. Una delegazione è stata ricevuta da Decaro, al quale sono state rivolte tre richieste, tutte accolte con altrettanti impegni.
Il primo riguarda l’acqua. Il presidente si è impegnato ad affrontare e risolvere in tempi rapidi il ripristino dei serbatoi di Torretta Antonacci e a potenziare la frequenza di riempimento, rendendola almeno giornaliera. I braccianti spiegano di aver raccontato a Decaro come, con temperature di 40 gradi, l’acqua finisca immediatamente e duemila persone si ritrovino a contendersi una tanica.
Il secondo impegno riguarda una visita diretta. Decaro si è impegnato a recarsi la settimana prossima a Torretta Antonacci, per rendersi conto di persona della situazione in cui vivono duemila braccianti e di come siano stati impiegati, o meglio non impiegati, i 30 milioni del PNRR destinati a risolvere il problema. I lavoratori chiedono che da quella visita nasca un impegno di reinvestimento, con fondi veri a sostituire quelli persi.
Il terzo punto riguarda i documenti. Decaro si è impegnato a convocare un momento di confronto, a partire dai governatori delle regioni del Sud, dove il tema del bracciantato migrante è più sentito, per esercitare una pressione comune sul Governo e sul Ministero riguardo al rilascio dei permessi di soggiorno e a una forma di stabilizzazione dei lavoratori.
Nel comunicato diffuso al termine della giornata, i braccianti scrivono di prendere atto degli impegni ma di non voler firmare cambiali in bianco a nessuno, annunciando che vigileranno giorno per giorno sul rispetto di quanto promesso, pronti a tornare a farsi sentire, anche durante la stagione della raccolta del pomodoro, se anche uno solo degli impegni dovesse saltare.
Sul fronte istituzionale, a margine dell’incontro con la delegazione, il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro ha confermato la disponibilità a investire ulteriori risorse: “Confermo l’impegno della Regione Puglia di mettere ulteriori fondi a disposizione per poter creare ambienti accoglienti, e foresterie.”. Decaro ha ricordato che i fondi assegnati ai Comuni sono ormai da tempo esauriti, sottolineando che la Regione ha già realizzato foresterie a Torretta e a Borgo Mezzanone per 1.300 persone e che a Borgo Mezzanone sono in corso lavori di riqualificazione di un edificio per la realizzazione di altri alloggi. Ha inoltre spiegato che è stato presentato un bando destinato ai Comuni per assegnare risorse, diverse da quelle del PNRR, utili a creare condizioni di accoglienza accettabili.
Sul tema dell’acqua potabile, indicato dai braccianti come priorità assoluta, Decaro ha convenuto sulla necessità di intervenire, evidenziando che ci sono serbatoi che vanno sostituiti. Riguardo al rinnovo dei permessi di soggiorno, appesantito da lungaggini burocratiche, il presidente ha annunciato che insieme alla Campania si cercherà una soluzione per ridurre i tempi di attesa e permettere ai lavoratori di essere assunti con un contratto regolare.
Decaro ha infine richiamato il valore del lavoro svolto dai braccianti, sottolineando che senza la loro attività probabilmente non ci sarebbe cibo sulle tavole e molte aziende, in particolare quelle della raccolta e della trasformazione del pomodoro, non potrebbero produrre e trasportare il loro prodotto in tutto il mondo. Ricordando Paola Clemente, morta nel luglio 2015 mentre lavorava nei campi di vigneti della provincia di Andria, il presidente ha auspicato che quel sacrificio non sia stato vano, concludendo che bisogna tutelare tutte le persone che lavorano sul territorio e offrire loro un lavoro sicuro e condizioni di vita dignitose.

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