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Bari, occupata la basilica di San Nicola dai braccianti di Torretta Antonacci

"Pretendiamo giustizia, il tempo delle promesse è scaduto"

Pubblicato da: redazione | Sab, 4 Luglio 2026 - 15:48
braccianti

Un centinaio di braccianti hanno fatto irruzione questa mattina all’interno della basilica di San Nicola, nel cuore della città, dando vita a un’occupazione che, almeno nelle intenzioni di chi l’ha organizzata, non si esaurirà nel giro di poche ore. A promuoverla sono i lavoratori del ghetto di Torretta Antonacci, arrivati a Bari per portare la loro protesta nel luogo simbolo della città.
Il gesto arriva a pochi giorni dalla scadenza del PNRR, avvenuta il 30 giugno, che secondo i braccianti ha fatto svanire i 30 milioni di euro che erano stati stanziati per superare il ghetto di Torretta Antonacci, definito il più grande insediamento agricolo informale della Capitanata. Una perdita che, secondo chi ha occupato la basilica, non è dovuta al caso o alla burocrazia, ma a precise responsabilità politiche e istituzionali.
Nel comunicato diffuso da USB Braccianti si ripercorrono quattro anni di tavoli, riunioni in Prefettura e commissari straordinari, conclusi senza che venisse costruito alcun alloggio. Si richiama inoltre una segnalazione della Corte dei Conti, che avrebbe indicato San Severo tra i casi critici a livello nazionale per cronoprogrammi irrealizzabili e convenzioni mai sottoscritte.
Il testo racconta le condizioni di lavoro nei campi, con turni che iniziano alle sei del mattino e temperature che in estate arrivano a 40 gradi, e cita due morti tra i braccianti: Alagie, deceduto ad aprile, e Mamadou, morto a gennaio. Si parla anche della condizione giuridica di molti lavoratori, in possesso di permessi C3 e di richieste di asilo che, si legge nel comunicato, restano ferme da anni nelle questure e nelle commissioni competenti.
Tra le richieste avanzate dagli occupanti c’è lo stanziamento immediato di fondi nazionali equivalenti a quelli persi con la scadenza del PNRR, da destinare al superamento di Torretta Antonacci e da decidere, sottolineano, insieme ai lavoratori. Si chiedono inoltre l’attivazione di servizi essenziali come acqua, luce e servizi igienici all’interno dell’insediamento, oltre allo sblocco dei permessi di soggiorno, dei rinnovi e delle richieste di asilo arretrate, con il rilascio di un permesso biennale per ricerca di occupazione.
Nel comunicato si legge inoltre: “Non usciremo da qui a mani vuote. Non chiediamo carità: pretendiamo giustizia. Il tempo delle vostre promesse è scaduto il 30 giugno, insieme ai vostri fondi. Il tempo della nostra lotta comincia adesso.”.
I promotori della protesta annunciano che l’occupazione della basilica rappresenta solo il primo passo di una mobilitazione più ampia, che dovrebbe proseguire con scioperi durante la stagione di raccolta del pomodoro, presidi e manifestazioni in diverse zone della Capitanata.

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