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Stipendi da fame e contratti nel turismo: oltre il 71% dei lavoratori sotto soglia di povertà

L'indagine "Focus sul lavoro povero" della Filcams Cgil su un campione di 6,3 milioni di addetti nei servizi, commercio e turismo

Pubblicato da: redazione | Ven, 3 Luglio 2026 - 13:37
turisti

Una persona su due guadagna meno di 15mila euro l’anno nel mondo degli impiegati nel turismo pari al 71,22% che naviga sotto la soglia di povertà, come denuncia l’indagine della Filcams Cgil, “Focus sul lavoro povero“, condotta su un campione di 6,3 milioni di persone, che da anni ha acceso i riflettori sul terziario – commercio, servizi e turismo – fulcro del mercato del lavoro.

Globalmente, è da considerare working poor circa la metà dei dipendenti nel terziario, cioè il 47,51%). La retribuzione annua – su cui incide l’ampia diffusione del part time involontario – è pari o inferiore a 13.950 euro, soglia di povertà salariale (pari al 60% della retribuzione mediana), che sale a 14.800 euro per chi ha lavorato almeno 12 settimane nell’anno. Ancora più significativa, in negativo naturalmente, la situazione nel Mezzogiorno, dove oltre tre lavoratori del terziario su cinque sono ritenuti working poor.

Si conferma, inoltre, un marcato divario di genere (25,33% uomini; 36,60% donne) e territoriale, con valori pari al 22,39% nel Nord-Ovest, al 25,48% nel Nord-Est, al 31,29% nel Centro, fino al 48,52% nel Sud e nelle Isole.

Il divario di genere riguarda anche l’aspetto retributivo, -15% nei servizi a svantaggio delle donne. L’incidenza del lavoro povero nel settore dei servizi è del 52,60% tra chi ha lavorato almeno una settimana (42,06% uomini; 57,99% donne), con un divario retributivo di genere pari a 15,93 punti percentuali. A livello territoriale, i valori risultano di poco inferiori al 50% nel Nord (49,65% nel Nord-Ovest; 48,91% nel Nord-Est), superano tale soglia nel Centro (52,66%) e raggiungono i livelli più elevati nel Sud e nelle Isole (58,90%). Tanto per cambiare.

Nel turismo, alla maggiore diffusione di rapporti di lavoro di breve durata si associano retribuzioni più basse, con un’incidenza più alta del lavoro povero. Per chi ha lavorato almeno una settimana, il fenomeno si attesta sul 71,22% (66,72% uomini; 75,32% donne), con un divario di genere dell’8,60%; sul piano territoriale, i valori risultano alti in tutto il Paese, intorno al 66% nel Nord (66,10% Nord-Ovest; 66,44% Nord-Est), al 69,39% nel Centro e all’81,14% nel Sud e nelle Isole.

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