Si è conclusa il 30 giugno la prima fase sperimentale dei Piani aziendali per il governo e l’abbattimento delle liste d’attesa, avviata lo scorso 2 febbraio e rivolta a tutte le aziende sanitarie regionali, agli enti e agli istituti di ricerca del Servizio sanitario regionale. Il piano iniziale prevedeva per i dieci enti coinvolti un obiettivo di recall pari a 124.320 prestazioni, con un budget complessivo di 15 milioni di euro. Al termine della prima fase, secondo i dati raccolti attraverso le schede di monitoraggio settimanali trasmesse ad Aress e Dipartimento Salute, il target è stato superato.
Il sistema ha contattato complessivamente 230.845 pazienti, consentendo di anticipare 133.916 prestazioni, di cui 128.452 di specialistica e 5.464 ricoveri. Le prestazioni effettivamente erogate nell’ambito del piano sono state 119.085. Nel corso dell’attività di recall sono stati registrati anche 22.191 assistiti irreperibili e 55.794 rifiuti complessivi, di cui 48.662 relativi a prestazioni specialistiche e 7.132 a ricoveri. Le risposte motivate sono state 39.109: nella maggior parte dei casi, 24.393 pari al 62,4%, i cittadini hanno confermato l’appuntamento già prenotato; 8.554 pazienti, pari al 21,9%, avevano già eseguito la prestazione altrove; per 5.800 assistiti, il 14,8%, la prestazione non era più necessaria.
A seguito delle verifiche interne svolte dalle aziende sanitarie nella fase di chiusura della sperimentazione, è stato possibile rendicontare anche ulteriori attività relative a prestazioni prenotate oltre le soglie di garanzia. Il volume complessivo delle prestazioni erogate o già prese in carico sale così a 155.159, circa 30mila in più rispetto al target iniziale fissato per i richiami.
La composizione per classe di priorità conferma che i Piani si sono concentrati soprattutto sul recupero delle prestazioni più urgenti. Le classi U e B, che nel flusso prescrittivo pesano mediamente circa il 10% del totale, rappresentano infatti il 53% delle prestazioni recuperate.
Tra le prestazioni specialistiche erogate prevale la diagnostica per immagini, con 55.563 prestazioni pari al 47,3%, seguita dalle prime visite, 42.956 pari al 36,6%. Le altre prestazioni specialistiche sono state 18.967, pari al 16,1%. Per singola tipologia, i volumi più elevati riguardano la prima visita cardiologica con ECG, con 6.667 prestazioni, l’ecografia dell’addome completo, 4.020, la prima visita urologica, 3.502, l’ecocolordoppler cardiaco, 3.251, e la prima visita ortopedica, 3.239.
Significativo anche il dato relativo all’anticipo medio delle prestazioni. Calcolato sulla differenza tra la data del primo appuntamento originario e quella della prestazione anticipata, su 69.501 prestazioni con anticipo effettivo positivo, il recupero medio è stato di 142,4 giorni. Gli anticipi maggiori sono stati registrati in urologia, con 243 giorni, neuropsichiatria infantile, 230 giorni, oculistica, 188 giorni, e diagnostica per immagini, 163 giorni.
Tra le indicazioni contenute nella delibera regionale sui Piani sperimentali figurava anche il monitoraggio dell’appropriatezza prescrittiva. L’incrocio delle 3.565 prestazioni con codice U recuperate con le linee guida del manuale Agenas sull’appropriatezza prescrittiva ha evidenziato che 1.233, pari al 34,6%, risultano inappropriate rispetto all’urgenza.
Dalle verifiche è emerso inoltre che il 25% delle prestazioni recuperate con codice U, da erogare entro tre giorni, è stato registrato al Cup oltre quattro giorni dopo la prescrizione. Per le prestazioni con codice B, da erogare entro dieci giorni, il 21% è stato registrato al Cup oltre undici giorni dopo la prescrizione.
Nel periodo compreso tra febbraio e giugno, interessato dalla sperimentazione, il volume delle nuove prescrizioni di primo accesso è diminuito in media del 10% in tutte le province. Parallelamente è stata avviata un’attività di monitoraggio ufficiale ex ante dei tempi di attesa, disponibile per i mesi da gennaio ad aprile 2026. Dai dati emergono primi segnali di miglioramento: a livello regionale la quota di prestazioni prenotate entro soglia cresce nelle classi a maggiore priorità. Le visite urgenti con codice U prenotate nei tempi previsti passano dal 33,63% al 38,58%, con un incremento di 4,95 punti. Le visite brevi con codice B salgono dal 34,67% al 41,24%, con un aumento di 6,57 punti, il recupero più marcato.
Restano tuttavia alcune aree critiche, in particolare per le prestazioni con volumi elevati e tempi di attesa più lunghi nelle classi U e B. Tra queste figurano la prima visita cardiologica, la prima visita dermatologica, la prima visita endocrinologica, l’ecografia dell’addome e la prima visita ortopedica.
Secondo il bilancio della prima fase, i Piani aziendali sperimentali hanno quindi raggiunto e superato l’obiettivo assegnato dalla Giunta regionale per il recupero delle prestazioni prenotate fuori soglia. Oltre la metà delle prestazioni recuperate riguarda prenotazioni effettuate nel corso del 2026. La sperimentazione ha inoltre consentito di acquisire informazioni sui modelli organizzativi aziendali, sulle principali criticità nella risposta ai cittadini e sugli interventi prioritari da mettere in campo nella seconda parte dell’anno.
I Piani proseguiranno fino al 31 dicembre 2026. Accanto al recupero delle prestazioni già prenotate fuori soglia, alle aziende sanitarie sarà richiesto di predisporre un nuovo piano per migliorare i tempi di attesa sulle nuove prescrizioni, concentrando le risorse sulle discipline risultate più critiche: cardiologia, dermatologia, ortopedia, endocrinologia, urologia e oculistica.
Saranno inoltre attivate modalità facilitate di accesso per i pazienti con malattia tumorale verso i Centri di orientamento oncologico e per la presa in carico dei percorsi di follow up, insieme a percorsi di garanzia per le prestazioni con codice di urgenza.
Il recall diventerà una funzione ordinaria, con un presidio continuo delle liste di prenotazioni fuori soglia e richiami programmati prima dell’appuntamento. In parallelo si lavorerà sul miglioramento dell’appropriatezza prescrittiva, attraverso un tavolo regionale per la definizione di indirizzi e linee guida per ambito assistenziale e tramite audit e verifiche nei distretti socio-sanitari e nelle aziende sanitarie. Prevista, infine, l’implementazione di meccanismi di allerta sui sistemi informativi a supporto dei prescrittori.
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