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Assalti a portavalori in Puglia, per la prima volta riconosciuto il metodo mafioso

Sette le misure cautelari nell'operazione di questa mattina

Pubblicato da: redazione | Ven, 10 Luglio 2026 - 14:47
assalto portavalori

Per la prima volta viene riconosciuto il metodo mafioso nell’ambito degli assalti ai portavalori attribuiti alla criminalità organizzata cerignolana. È l’elemento centrale dell’ordinanza applicativa di misure cautelari eseguita questa mattina dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di Bari, su disposizione del gip del Tribunale di Bari e su richiesta della Direzione distrettuale antimafia.

Il provvedimento riguarda sette persone, gravemente indiziate, a vario titolo, di associazione per delinquere aggravata, rapina aggravata dal metodo mafioso e numerosi altri reati finalizzati alla realizzazione di gravi delitti riconducibili alle attività del gruppo. Secondo quanto emerso dalle indagini, l’organizzazione criminale, con base a Cerignola, sarebbe stata dedita ad assalti ai furgoni portavalori condotti con modalità paramilitari. Il gruppo avrebbe avuto a disposizione mezzi, autovetture, armi da guerra ed esplosivi. Tra gli episodi contestati figura l’assalto avvenuto il 6 novembre 2024 lungo la strada statale 96, nei pressi di Toritto, nel Barese. In quell’occasione il commando avrebbe utilizzato materiale esplosivo e fucili d’assalto AK-47 Kalashnikov, sparando contro le guardie giurate.

La Dda di Bari ha contestato il metodo mafioso sulla base di più elementi: l’identità dei soggetti coinvolti, ritenuti vicini ad ambienti della criminalità organizzata attiva sul territorio, e le modalità degli assalti, caratterizzati da ferocia, spregiudicatezza, pianificazione preventiva, tecniche operative di tipo paramilitare e impiego massiccio di uomini, mezzi, armi anche da guerra ed esplosivi.

Secondo la contestazione, queste modalità sarebbero indicative della matrice criminale di riferimento. Gli assalti ai portavalori, messi a segno anche fuori dai territori di origine, sarebbero infatti da tempo considerati un “brand” criminale attribuito alla criminalità organizzata cerignolana, capace di generare intimidazione non solo nell’area foggiana, ma anche nei luoghi in cui questa tipologia di reato viene realizzata.

Foto repertorio

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