Sono 2.410 le immissioni in ruolo autorizzate per il personale docente nelle scuole pugliesi su posti vacanti e disponibili. Di queste, 2.037 riguardano posti comuni e 373 il sostegno. A renderlo noto è Gianni Verga, segretario generale della Uil Scuola Puglia, che però denuncia il rischio concreto che una parte dei posti resti scoperta anche all’avvio del nuovo anno scolastico.
Secondo il sindacato, infatti, il contingente autorizzato non potrà essere interamente coperto a causa della mancanza di aspiranti in alcune classi di concorso. “I 2.410 posti destinati alla stabilizzazione non saranno tutti assegnati”, spiega Verga. “Alla ripresa delle lezioni una parte di questi posti resterà inevitabilmente vacante. Stimiamo che almeno 201 posti non potranno essere coperti né redistribuiti su altre classi di concorso”.
Per la Uil Scuola Puglia, il dato mette in evidenza ancora una volta le criticità del sistema di reclutamento. “Si autorizzano tutte le assunzioni pur sapendo che una parte non potrà essere effettuata”, aggiunge Verga. “Così, oltre al danno per le scuole e per il personale precario, arriva anche la beffa”.
Particolarmente delicata resta la situazione del sostegno. Alle mancate coperture delle immissioni in ruolo si aggiungeranno circa 10mila posti in deroga, mentre nelle graduatorie degli aspiranti risultano presenti 3.258 candidati. Nonostante questo, le assunzioni autorizzate sul sostegno saranno appena 373, meno del 10% del fabbisogno complessivo. “È questa la tanto decantata continuità didattica che si intende garantire agli alunni con disabilità?”, si chiede Verga. Secondo la Uil Scuola Puglia, il ricorso sistematico ai contratti a tempo determinato continua a rappresentare una delle principali criticità della scuola pugliese e nazionale.
“Un organico stabile è fondamentale per assicurare il buon funzionamento della scuola e garantire un’offerta formativa di qualità ai nostri studenti”, conclude Verga. “Purtroppo, la politica continua a non ascoltare le nostre richieste e, ancora una volta, sceglie di fondare il sistema scolastico sul precariato, di fatto legittimandolo facendo ricorso in maniera strutturale alle supplenze”.
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