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Bari, a Santo Spirito un’altra villa storica a rischio: “Perdiamo pezzi della nostra identità, qui solo cemento”

Sul caso è già interventuo il sindaco, ma questo non cancella il malcontento: "Nel Municipio 5 sempre più spazio ad anonime palazzine”

Pubblicato da: Francesca Emilio | Gio, 30 Luglio 2026 - 19:03
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Un’altra villa storica di Santo Spirito sarebbe destinata alla demolizione, si tratta di villa Giordano. La notizia, rilanciata sui social da alcuni cittadini e confermata dalle insegne che ne annunciano “il futuro”, ha acceso subito la protesta nel quartiere, dove da tempo il tema della tutela delle dimore storiche e dell’identità urbana è al centro del dibattito. Secondo quanto segnalato dai residenti, l’immobile sarebbe stato venduto e non risulterebbe sottoposto a vincolo (anche se sul caso è già intervenuto il sindaco, rivolgendosi alla sovrintendenza). Una condizione che, sul piano formale, lascerebbe ai privati proprietari la possibilità di intervenire sul bene nel rispetto delle norme urbanistiche ed edilizie. Ma proprio questo aspetto ha alimentato la rabbia di una parte della comunità, che denuncia l’assenza di strumenti di tutela per edifici considerati parte della storia di Santo Spirito. Polemiche analoghe, negli stessi anni, hanno riguardato anche la vicina Palese, dove sarebbero stati costruiti residence su luoghi di notevole importanza storica per via della presenza di tracce del neolitico.

La polemica non riguarda solo il singolo immobile, ma il rischio, avvertito da molti residenti, di una progressiva trasformazione del quartiere. “Ormai sembra una challenge, ogni giorno ce n’è una”, commenta un cittadino. “In assenza di ogni forma di vincoli, anche minimi, i proprietari di ville e palazzi dispongono del loro bene come meglio credono. E tant’è”. Secondo diversi residenti, Santo Spirito starebbe perdendo uno dei tratti che per anni l’hanno caratterizzata: le dimore eleganti, in particolare lungo corso Umberto, considerate parte dell’identità storica e architettonica del borgo marinaro. “Così Santo Spirito perde un altro pezzo importante della sua identità, quella delle dimore eleganti che l’hanno sempre contraddistinta”, scrive ancora il cittadino. “Era quello che in molti temevano: dopo aver cementificato Palese nell’arco di 30 o 40 anni, abbattendo anche là dimore storiche e costruendo anche nei posti più impensabili, adesso l’attenzione si sta spostando su Santo Spirito. Tremo al pensiero di ciò che accadrà nei prossimi anni”. C’è chi collega la vicenda anche al tema dell’autonomia e alla percezione di essere un territorio periferico rispetto alle decisioni della città. La vicenda, dunque, riapre un tema già emerso più volte nel Municipio V: come conciliare proprietà privata, trasformazioni edilizie e tutela dell’identità storica dei luoghi. Per i residenti, il punto non è negare i diritti dei proprietari, ma evitare che l’assenza di vincoli trasformi ogni edificio storico in una possibile nuova demolizione. Il timore, espresso con rabbia e rammarico, è che Santo Spirito, così come Palese, “possa perdere progressivamente il suo volto originario, sostituendo ville, giardini e dimore d’epoca con costruzioni considerate anonime e poco legate alla memoria del borgo”.

Sul caso è intervenuto anche il sindaco Vito Leccese che alla luce delle notizie diffuse ha predisposto una nota indirizzata alla soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Bari, Francesca Romana Paolillo, chiedendo di valutare l’avvio del procedimento per la dichiarazione di interesse culturale dell’immobile. Nella lettera il sindaco ha richiamato l’attenzione sul valore storico, architettonico e identitario della villa, realizzata nella prima metà del Novecento, che, insieme alle altre ville coeve e ai giardini circostanti, costituisce un elemento distintivo del paesaggio costiero e della memoria urbana del quartiere: “Tutelare Villa Giordano significa preservare una parte significativa dell’identità storica, culturale e paesaggistica della nostra città”. La soprintendenza, secondo quanto emerso, si sarebbe già attivata avviando il procedimento per la dichiarazione dell’interesse culturale particolarmente importante dell’immobile, ai sensi degli articoli 10, comma 3, lettera a), e 13 del decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio). L’avvio del procedimento comporta che qualsiasi intervento sull’immobile dovrà essere preventivamente autorizzato dalla Soprintendenza. Contestualmente, il Comune è chiamato a vigilare affinché non siano intraprese iniziative che possano compromettere la conservazione e la tutela del bene. Questo però, secondo i cittadini, non cancella “anni di abbandono e l’addio a dimore storiche che dovevano essere tutelate”.

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