Il desiderio di una casa vacanze non si ferma e continua a spingere verso l’alto i prezzi degli immobili residenziali nelle principali località balneari della Puglia. Secondo l’ultimo report di Abitare Co., società di intermediazione e servizi immobiliari, il valore del mattone costiero pugliese ha registrato una crescita del 15,5% negli ultimi cinque anni. Il trend positivo si conferma solido anche nel primo semestre del 2026, che fa segnare un incremento medio del 5,6% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Nella classifica regionale delle mete più costose, Ostuni si conferma saldamente in cima.
Nella Città Bianca il prezzo medio per un’abitazione nuova o ristrutturata tocca i 3.625 euro a metro quadro. Subito dietro si posiziona il Salento con Gallipoli, che si attesta a 2.688 euro al metro quadro, e Otranto, stabile a quota 2.433 euro al metro quadro. Valori in forte ascesa si registrano anche sul Gargano: Vieste guida l’area foggiana con 2.263 euro al metro quadro, seguita da Manfredonia (2.185 euro/mq) e Peschici (2.100 euro/mq). La palma della crescita più rapida nell’ultimo anno va però a Rodi Garganico, che con un balzo del 10,3% si porta a 1.875 euro al metro quadro, confermandosi l’opzione più accessibile della mappa regionale.
A livello nazionale, la Puglia si piazza al nono posto per incremento complessivo in una classifica dominata da Campania (+22%), Toscana (+18,2%) e Liguria (+18,1%). Sebbene i record assoluti restino saldamente nelle mani di Portofino (con punte di 31.500 euro/mq) e Capri, il mercato pugliese si ritaglia uno spazio strategico. Località come Gallipoli vengono infatti inserite dagli analisti tra le mete costiere di grande fascino che offrono ancora prezzi inferiori ai 3.000 euro al metro quadro, attirando un target trasversale di acquirenti nazionali e internazionali a caccia di investimenti sicuri.