A spasso, bel mattino di maggio; stringo nella mano la mia Dolce metà. Eccoli in miei primi passi pugliesi. Duemila chilometri più giù, cancellati in una notte. Lontano da casa, si incontrano cose ignote: un mare quieto, specchio del cielo, immenso marino che dondola sereno, che sembra sognare, e nel suo dolce pensare onirico, scintillano mille storie segrete.

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In Puglia, terra colorata, si viaggia; prigionieri dal treno, contemplo il volto della mia Dolce metà, sul quale trascorre il paesaggio cheto, come qualche nuvola sui prati d’Alta Murgia. Noto inaspettati spettatori immobili sul palcoscenico pugliese: trulli, fichi, ulivi, giardini di terra rossastra, frammenti di storia. Sono tutti a guardare l’acqua in fuga verso altri mondi. In Apulia, si mangia; si assaggiano cibi e vini, di cui il solo ricordo rende ogni vitto insipido. Marie dice che morire senza essersi mai seduto al tavolo del tacco italico, sedotto dai mille profumi gastronomici di questa terra, inebriato dall’effluvio del vino di Puglia, non è vita: il pane d’Altamura, l’olio, i taralli, le olive, la stracciatella, i mille vini, i pomodori saporiti, i fichi, le orecchiette, la tiella barese, ecc.

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In francese, c’è un detto che suona così: Si tocca con gli occhi. Così che ora, io e Maruzzé, lo possiamo dire, abbiamo toccato un empireo terreno. Per chi lo vuole vedere, c’è, ce ne sono ancora. Durante quel remoto soggiorno, ricordo aver ringraziato tanto, a cominciare da San Nicola, che mi fece incontrare la bella gente, Bolivar per avermi fatto conoscere la Storia millenaria della sua regione e gli incommensurabili tesori pugliesi, da Castel del Monte a Lecce passando per Trani, per citarne solo alcuni. Il mare, che pensavo fosse soltanto un bene di villeggiatura, mi ha ricordato tutta l’immensità del mondo, che non conosciamo, e quanta bellezza arcana si può nascondere dietro un solo sfavillio alla superficie del mare. Il sole mi ha fatto capire che non brilla per oscurarci la pelle sulla spiaggia, bensì per farci vedere i mille colori che si offrono ai nostri occhi. E Marie; Marie con un bacio soave, sulla soglia del tramonto, di fronte alle balconate di Polignano a Mare, mi fece capire quant’è importante l’amore di una donna nella vita e quanto bisogna averne cura per tenerselo per sempre al nostro fianco.

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Sylvain Cuvelier

\r\n \r\n\r\nA Bari dal maggio 2011 a giugno 2012\r\n\r\nAttualmente docente e lettore di francese in Valle d’Aosta.

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