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BARI – I riti pugliesi della settimana santa in “esposizione” alla Bit (borsa del turismo) di Milano, la manifestazione internazionale che raccoglie gli operatori turistici di tutto il mondo. Penitenti scalzi e incappucciati che si trascinano sotto il peso della croce, statue che sfilano per rievocare il dolore dell’Addolorata, donne che mostrano la loro devozione camminando per ore con ceri accesi e intonando litanie. La Puglia, a Pasqua, diventa un teatro di manifestazioni di cordoglio collettivo e a Milano c’è un piccolo assaggio. L’associazione “Puglia autentica”, presieduta da Gaetano Armenio, in pochi anni ha riunito 24 comuni nel progetto “Settimana Santa in Puglia” creando un percorso esperienziale ed emozionale, raccontato attraverso una guida cartacea e soprattutto il portale settimanasantainpuglia.it, accessibile in tre lingue. “La Puglia è un’emozione da vivere – dice l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Loredana Capone – non solo per le sue bellezze paesaggistiche o per le sue qualità artistiche, a rendere unica questa terra è soprattutto la sua tradizione. Il momento migliore per conoscere da vicino questo valore dei pugliesi è la Pasqua. Assistere a queste manifestazioni di religiosità popolare dona a chi le segue emozioni straordinarie. Ogni borgo ripropone in tanti modi diversi il dramma universale della morte del Cristo e la celebrazione della sua mortalità umana e immortalità divina”. Il primo appuntamento che ha inaugurato i riti della Pasqua in Puglia è stata la processione della Croce a Molfetta nella notte fra l’ultimo giorno di Carnevale (il 9 febbraio, martedì grasso) e il primo giorno di Quaresima (10 febbraio, mercoledì delle ceneri). L’apice delle manifestazioni religiose si ha nel corso del Venerdì Santo, ma anche il venerdì antecedente alla domenica delle Palme, quello che una volta veniva chiamato di Passione o dei Dolori, vede quasi in ogni località una processione dell’Addolorata o della Desolata. A Bitonto l’Addolorata nel suo abito nero e lo spadino che le trafigge il cuore percorre le vie del centro storico accompagnata dai bambini che intonano “La Desolata”, tradizionale inno alla Vergine Addolorata composto nei primi anni del novecento dal canonico Cepollaro su versi del vescovo Pasquale Berardi (18 marzo). Una delle più lunghe processioni della Puglia si svolge a Taranto: il corteo parte il giovedì santo (25 marzo) dalla chiesa di San Domenico in città vecchia e raggiunge alle prime luci dell’alba la città nuova, i perduni con l’abito di rito e il volto coperto da un cappuccio bianco portano la statua della Madonna, accompagnati dal ritmo della troccola (strumento in legno che produce un caratteristico suono. A Noicattaro c’è la processione della Naka, ossia di Cristo morto e deposto dalla Croce, preceduta il giovedì santo dalla processione dei Crociferi, in cui uomini incappucciati (vestiti con un saio nero e una corona di spine sul capo) trascinano a piedi scalzi con catene di ferro una pesante croce di chiesa in chiesa e si flagellano ad ogni fermata. In città come Alberobello, Grottaglie, Ginosa e Troia, la Passione di Cristo si trasforma in uno spettacolo itinerante per le strade del borgo (19 marzo), un percorso illuminato dalle fiaccole che mette in scena i momenti fondamentali:dal cenacolo all’orto degli ulivi, dal tempio di Pilato alla crocifissione di Cristo. Un’altra tradizione significativa è il rito del bacio a Conversano, i fedeli la sera del Giovedì Santo si recano presso il monastero dell’Isola per baciare e ringraziare Gesù.


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