“Cittadino del mondo”, la docu-fiction sull’integrazione in anteprima nazionale a Bari

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https://youtu.be/lwRyEXu3nkk\r\n\r\n”La diversità è una ricchezza”. E’ partendo da questa convinzione che è nata l’idea di “Cittadino del Mondo”, la docu-fiction realizzata dall’associazione TaLands con la collaborazione delle fondazioni Migrantes e Nigrizia. Il lavoro, che sarà proiettato in anteprima nazionale a Bari alla metà di marzo, racconta le storie di cinque cittadini del mondo. Cinque persone provenienti dai cinque continenti e che ora vivono a Bari. testimonianze di quella cittadinanza universale che la docu-fiction tenta di raccontare.\r\n\r\n“Il nostro lavoro – dice l’autore Blaise Essoua – vuole spingerci a ritornare ad ascoltare noi stessi, la parte più profonda di ciascuno di noi, quella parte che percepiamo nello sguardo degli altri, la nostra stessa umanità. Questa docu-fiction ci mostra e ci aiuta a capire come noi vivremmo se non fossimo guidati del mercato. Cittadino Del Mondo ci accompagna in una profonda ma dolce analisi della società odierna mettendo in filigrana un quadro ottimistico per una speranza nel futuro”.\r\n\r\nPrima vera e propria produzione dal basso, gestita da un gruppo composto da giovani italiani e stranieri di varie etnie, accomunati dal pensiero secondo cui la migrazione (immigrazione e emigrazione), le guerre, l’ingiustizia in atto nel mondo oggi sono soltanto conseguenze di un male molto profondo che ha le sue radici nel terreno della decrescita della solidarietà e della crescita della solidarietà. La docu-fiction si compone di due parti. La prima raccoglie le cinque storie, “come le cinque dita della mano” spiega l’autore, legate da un filo conduttore: una bambina mulatta che disegna i cinque continenti del mondo, Togo, Brasile, Cina, Russia, Australia. Segue il compleanno di un cittadino del mondo (ed è qui che si inserisce la parte di finzione): un barese che invita in un locale della città vecchia la sua comitiva di amici di ogni parte del mondo. Infine una danza multietnica, per sonorità e per passi.\r\n\r\nLa seconda parte analizza la società di oggi e quella futura con l’aiuto di alcuni rappresentanti della società civile e religiosa: don Gianni de Robertis responsabile della Fondazione Migrantes, il professore emerito dell’Università di Bari Augusto Ponzio e Gaetano Dammaco, il già presidente della Regione Puglia, nella sua qualità di statista ed intellettuale, Nichi Vendola,  Padre Ottavio Raimondo, missionario comboniano. Cornice d’eccellenza di questa produzione è il monologo che apre il documentario, scritto e interpretato da Erri De Luca.\r\n\r\n 


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