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BARI – “Il metodo che si è scelto di adottare per approntare le modifiche del sistema ospedaliero, e cioè operare unicamente nel chiuso delle stanze dell’Assessorato e della\r\nRegione Puglia, non solo non è esempio di democrazia partecipata, ma dimostra una pericolosa, soprattutto per chi la pratica, autoreferenzialità”. Firmato I medici pugliesi.

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Tutti i camici bianchi, ospedalieri e di base, si scagliano contro il governatore Michele Emiliano e il suo piano di riordino che prevede nella provincia di Bari la chiusura di 2 ospedali, 9 in tutta la Puglia.

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In una lettera aperta le sigle sindacali criticano aspramente il presidente della Regione e lo accusano di aver fatto scelte fondamentali nel chiuso del suo ufficio, senza coinvolgere i diretti interessati della rivoluzione in sanità, medici e pazienti. Per questo motivo annunciano che disserteranno la presentazione del piano in calendario sabato.

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“Qualche giorno fa – scrivono – era stato evidenziato da alcuni organi di stampa che il presidente della Regione Puglia volesse un serio confronto con le organizzazioni sindacali, in particolare quelle rappresentative della dirigenza medica e veterinaria e della medicina convenzionata, per recepire eventuali proposte di modifica, anche se la discrezionalità della politica poteva evidentemente portare o meno al loro successivo accoglimento.\r\nL’occasione era importante in quanto sentire il parere e le proposte dei rappresentanti degli\r\noperatori sanitari tutti su un argomento così complesso avrebbe rappresentato un gesto di\r\nconsiderazione e di confronto verso coloro che tutti i giorni e tutte le notti sono in prima linea sul fronte della sanità e costituiscono la vera interfaccia con gli utenti. In pratica un simile\r\ncomportamento della parte istituzionale avrebbe semplicemente rappresentato un esempio di democrazia partecipata”. Invece, “appuriamo – lamentano – di essere stati convocati per assistere alla pura elencazione di norme che  conosciamo, a menadito, già da tempo”.

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Per i medici, il piano “non contiene importanti scelte strategiche e non evidenzia un vero indirizzo innovativo programmatico nel  cruciale settore dell’assistenza sanitaria ma si limita ad annunci di riduzione ulteriore di risorse in ogni settore sanitario”.

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I camici bianchi sostengono che il riordino sia stato fatto solo “sul principio economicistico del risparmio (tra l’altro presunto!)”. Per questi motivi, i medici “non riuscendo proprio a considerarsi soltanto dei semplici spettatori dei processi che si ritiene di dover avviare in sanità, declinano  con un “No, grazie” l’invito a partecipare” alla presentazione del piano.

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La replica di Emiliano

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“Solo ieri è stata conclusa con Cgil Cisl e Uil – organizzazioni alle quali appartengono alcune delle sigle firmatarie della lettera che ho ricevuto stamane – spiega il governatore Emiliano –  una bellissima giornata di lavoro nella quale ho recepito integralmente un documento assai pregevole delle suddette sigle sindacali che farà parte del Piano di riordino. La stessa cosa si accingono a fare sabato mattina altre sigle sindacali, attraverso i loro rappresentanti che ho invitato a produrre anche documenti scritti. Il piano prenderà esistenza solo lunedì prossimo, durante la giunta, e costituirà comunque solo una cornice generale richiesta dalla legge in termini cogenti. Nulla vieta dunque che le vostre organizzazioni, sabato mattina, partecipino alla messa a punto del piano di riordino, depositando documenti suscettibili di essere valutati ai fini dell’inserimento nel piano”. E conclude: “Essere assenti sarà dannoso per l’amministrazione certamente, ma anche per la vostra possibilità di incidere sull’atto che stiamo per adottare. Cogliere occasioni come questa significa avere voce in capitolo e determinare le scelte che stiamo per compiere”.

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