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Alberto Cassotti: Dimentichiamoci la ”Bari da bere”

Pubblicato da: Antonino Palumbo | Mer, 22 Marzo 2023 - 08:59
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Direttore – innanzitutto – grazie per dare un po’ di visibilità al nostro mondo notturno ormai bistrattato e in crisi, grazie perché forse dando voce agli operatori del settore qualcuno potrà capire realmente le difficoltà e i sacrifici che si fanno per mantenere un locale e organizzare serate.rnLa crisi parte da lontano. Dimentichiamoci la ”Bari da bere”- come negli anni novanta veniva definita la nostra città, una città viva, culturalmente avanzata, con una gioventù propositiva e sopratutto positiva. Non possiamo non ricordare locali e punti di ritrovo che hanno fatto epoca: Cellar, Altro sottano, Starvinsky, Neo, Camelot, Snoopy, Renoir, Penthouse, Oasi, Virgin, insomma chi più ne ha più ne metta. Ora cosa resta? Il deserto, locali ormai chiusi da anni, abbandonati o diventati garage o negozi. Punti di ritrovo inesistenti ( le comitive dove sono????). Non sto qui a disquisire di chi è la colpa ma vorrei sintetizzare il mio pensiero.rnIl mio pensiero lo raccolgo in tre punti: pressione fiscale esagerata, per quello che sono le entrate (considerate che su un biglietto di 10 euro allo Stato va quasi il 40 percento e poi dal restante si pagano tutte le spese), burocrazia lenta. A questo va aggiunta una scarsa attenzione delle istituzioni alla sicurezza. In una città malata e violenta immaginate come questa immaginate cosa può succedere in una serata con 500 persone. E immaginate i sacrifici di noi gestori per garantire – da soli – che non accada nulla. Praticamente siamo ABBANDONATI a noi stessi.rnAltro fda tenere in considerazione è la nascita e la crescita di pub, bar e ristoranti che fanno intrattenimento danzante senza avere regolari permessi. Questo è un problema ventennale risolto in parte da esposti o regolamentazioni fatte dal SILB, anche se le stesse procure per mancanza di personale e di tempo non possono controllare tutti. E quindi molto spesso un esposto cade nel vuoto.rnInfine, si contano sulla punta delle dita i colleghi che investono nel settore e che lo fanno con regolare Partita iva e con autorizzazioni.rnA Bari tutti organizzano eventi, anche chi non ha i requisiti per farlo e questo allontana sempre più la gente dal parteciparvi. Ci sarebbero tanti altri aspetti da evidenziare per spiegare le ragioni di questa crisi. Chi come me svolge questo lavoro da tanti anni non mollerà e cercherà sempre di dare alla città il nostro umile contributo per far passare qualche ora di spensieratezza alla gente.

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di Alberto Cassotti

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