Come in un dramma shakhespiriano è stato proprio l’ex capitano, Ciccio Caputo, a dare la spallata al Bari, facendolo ripiombare in piena crisi. La sconfitta di Chiavari contro l’Entella, formazione modesta ma ben calata nella categoria, ha evidenziato in pieno i limiti tecnici del progetto dei pugliesi. La difesa è un colabrodo, i terzini sono assolutamente fuori contesto, il ritmo della manovra poco avvolgente e in attacco Rosina e c. hanno troppo spesso le polveri bagnate. Il risultato è una lezione di calcio difficile da dimenticare in tempi brevi. E’ bastata una prestazione guardinga dei liguri, con ripartenze rapide e pungenti, per far sbarellare la retroguardia del Bari. Anche Micai è andato in bambola. Ora bisognerà ricostruire con realismo il morale e l’identità della squadra. Il 2016 ha già emesso due verdetti: il Bari non può vincere il torneo e ora anche la piazza sportiva ha “Caputo” che con questa rosa anche i play off sono a rischio…

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La chiave tattica: reparti slegati e attacco poco pungente

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L’Entella ha letto meglio la gara. Ha interpretato la sfida come un vero scontro diretto per i play off, mentre il Bari è sceso in campo con la pania piena del poker con la Ternana. La differenza di approccio si è vista nel pressing dei liguri e nella capacità di sfruttare gli spazi. Il Bari ha come sempre costruito occasioni, poi vanificate dai suoi punteros (Sansone molto in ombra, Rosina evanescente, De Luca impalpabile).

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Punto di forza: l’esperienza di Valiani e Rosina

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Rosina e Valiani hanno l’esperienza per trascinare i compagni. Sono scafati e volenterosi. Il centrocampista corre anche come un diciottenne. Ma predica nel deserto, tra compagni impauriti in uno schieramento dove basta adattare una pedina (per cause di forza maggiore) che salta tutto il mosaico. Puscas, infatti, ha avuto un problema muscolare nel pregara ed è stato sostituito (male) da De Luca.

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Punto debole: difesa senza testa né coda

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Il gol di Caputo è emblematico. Lancio dalla trequarti e centravanti avversario libero di deviare senza nessun ostacolo, a volo. Cissokho, Tonucci e Rada erano in altre faccende affaccendati. Anche l’esperimento Di Noia a sinistra mostra tutti i limiti di un esperimento che aveva senso in un gruppo in palla, non in una squadra senza una precisa visione di gioco.

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La curiosità: travolto anche Micai

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Il portiere è il meno colpevole, ma l’errore in fase di impostazione, poi corretto facendo fallo in area con la presa del pallone è il segnale della confusione che regna nel Bari. Non a caso anche il tecnico Camplone si è detto preoccupato per il futuro (e aggiungiamo per la sua panchina)…

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@waldganger2000

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